"Rosa Funzeca" di Aurelio Grimaldi

"Rosa Funzeca" è soprattutto un'opera di personaggi, dove il raggio d'azione più ampio de "Le buttane" si chiude essenzialmente su quello della protagonista. Alla fine questo film di Grimaldi è forse meno disturbante, meno difficile delle opere precedenti. Ma non per questo meno importante.

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Rosa Funzeca potrebbe considerarsi a prima vista come una sorta di remake di Le buttane; le strade dove passeggiano le prostitute (con Ida Di Benedetto ancora protagonista); il bianco e nero della fotografia di Calvesi che tende quasi ad isolare il dettaglio degli sguardi, a segnare una frattura più consistente tra il personaggio e il luogo. In quest'ultima opera di Grimaldi manca forse quella forza provocatoria del suo cinema, quell'accentuazione di un'antirealismo in cui i protagonisti vengono solitamente proiettati istintivamente verso abissi senza uscita da La ribelle (al momento la sua opera migliore) a Nerolio, da Le buttane a Il macellaio e La donna lupo. Rosa Funzeca sembra infatti inserito dentro una struttura narrativa più tradizionale: la vicenda di una prostituta che decide di cambiare vita e di andare a vivere a Napoli con il figlio adolescente (questi era precedentemente vissuto in un istituto di preti).

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Emerge comunque, come spesso avviene nel cinema del cineasta siciliano, quella forza tragica nell'utopia e nell'impossibilità di una redenzione. La luce esalta il contrasto tra bianco e nero, si scaglia con potenza sui corpi, racchiusa dentro inquadrature chiuse, dove si accentua quel malessere d'amore quasi fisico nel rapporto tra madre e figlio. Come il Pasolini di Mamma Roma il dato oggettivo (l'ambiente deterministico in cui vivono Rosa e suo figlio) viene rielaborato e trasformato da una messinscena forte, che fa sentire prepotentemente e lascia prevalere la recitazione degli attori. Lo sguardo finale tra madre e figlio, prima del tragico epilogo, dimostra come Grimaldi riesca a "costruire" il tradimento, elaborandolo già prima di materializzarlo visivamente, con gli occhi e il viso che appaiono ridefiniti dal trucco.

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Non mancano frammenti del cinema politico che Grimaldi ha realizzato come sceneggiatore (da Mery per sempre di Risi a Uomo di rispetto di Damiani), soprattutto nella tematica del denaro come necessaria corruzione dell'anima. Ma Rosa Funzeca è soprattutto un'opera di personaggi, dove il raggio d'azione più ampio de Le buttane si chiude essenzialmente su quello della protagonista. Alla fine questo film di Grimaldi è forse meno disturbante, meno difficile delle opere precedenti. Ma non per questo meno importante.


Regia: Aurelio Grimaldi
Sceneggiatura: Aurelio Grimaldi
Fotografia: Maurizio Calvesi
Montaggio: Giuseppe Pagano, Massimo Quaglia
Musica: Elvira e Giovanni Lo Cascio
Scenografia: Francesco Prestieri
Costumi: Alfonsina Lettieri
Interpreti: Ida Di Benedetto (Rosa Funzeca), Primo Reggiani (Fernando), Ennio Fantastichini (Capitone), Aldo Giuffrè (don Mariano), Lalla Esposito (Gesummina), Adriano Pantaleo (Simone), Francesco Di Leva (Salvatore), Mico Galdieri (don Cesare), Antonio Allocca (prof. Marotta), Alfredo Prete (capocantiere)
Produzione: Stefania Bifano per Titania Produzioni
Distribuzione: Istituto Luce
Durata: 90'
Origine: Italia, 2002

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