Rose, di Markus Schleinzer
Inganni, bugie e travestimenti alla base di una bella storia di emancipazione femminile nel XVII secolo che risuona potente ai giorni nostri. Con Sandra Hüller. BERLINALE76. Concorso
All’inizio del XVII secolo, da qualche parte in Germania, un misterioso soldato (Sandra Hüller) reduce dalla Guerra dei Trent’anni arriva in un isolato villaggio di religione protestante. Di corporatura esile e con il volto sfigurato da una cicatrice, questo straniero dichiara di essere l’erede di una fattoria abbandonata da tempo e mostra un documento a sostegno della sua richiesta agli scettici abitanti del villaggio. Con il passare del tempo riesce a superare i loro dubbi e, dimostrandosi un gran lavoratore e timorato di Dio, entra a tutti gli effetti a far parte della loro comunità. In realtà, Rose vive sotto una falsa identità, ha adottato un nome che non le appartiene e, travestita da uomo, si nasconde per sopravvivere in un mondo che non concede alcuno spazio e autonomia alle donne. L’inganno si fa sempre più complesso, fino a includere un matrimonio combinato con Suzanna (Caro Braun), la figlia di un influente agricoltore del villaggio.
“Sei più libero quando indossi i pantaloni”, esclama Rose al momento della resa dei conti. Si trova tutto qui il significato dietro l’inganno portato avanti dalla donna, un segreto con cui ha tenuto sotto scacco un villaggio intero e che le ha permesso di ottenere quanto mai avrebbe potuto indossando una gonna. In primo luogo l’autodeterminazione, la possibilità di possedere una proprietà e di essere padrona del proprio destino, la libertà individuale che una donna in quel periodo non poteva neanche immaginare. Ogni ragazza è prima di proprietà del padre e dopo del marito, così come Suzanna, ceduta a uno sconosciuto come un animale da monta. In principio, dopo aver scoperto la verità, Suzanna è decisa a separarsi dal marito, ma a causa della nascita del figlio, concepito in maniera piuttosto “misteriosa”, la ragazza si convince ad attendere e a lasciare le cose così come sono. Insieme a Rose, la giovane guadagna la propria emancipazione e prova in prima persona la sensazione di non essere sottomessa a nessuno, qualcosa a cui risulta molto difficile rinunciare. Nel momento in cui questo precario equilibrio fatto di menzogne rischia di collassare, le due donne tentano in ogni modo di restare aggrappate a un’illusione che per definizione è destinata a svanire, anche a costo di portarle via con sé.
Rose di Markus Schleinzer è una bella storia di emancipazione femminile che risuona potente ai giorni nostri. Rose non è una donzella in pericolo da salvare e neanche una paladina dei diritti femminili, nonostante la sua sia la stessa battaglia condivisa dai movimenti femministi dell’ultimo secolo. La donna desidera solo un trattamento pari a quello degli uomini e un futuro stabile guadagnato con il suo lavoro. Per la società maschilista e retrograda del tempo era impensabile che una donna potesse essere la padrona di se stessa e di un’intera tenuta agricola; questo è il vero problema, solo in secondo luogo viene considerato il furto d’identità del soldato defunto. Tant’è che il processo messo in piedi nei confronti di Rose è un vero e proprio “processo alla vagina”, con tanto di ispezione da parte di un medico alla presenza dell’intera giuria posizionata sugli scranni.
Corso Laboratorio di Ripresa Video e Fotografia, dall’11 marzo

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Il film non ha molti dialoghi, solo quelli necessari e spesso si lascia andare a momenti di inaspettata quanto gradita ironia che riesce a alleggerire il tono solenne del racconto. Tutto acquista maggiore forza grazie a un impianto estetico solido e coerente, a partire da un bianco e nero intenso che nasconde le sfumature che caratterizzano i luoghi rendendo il villaggio un luogo simbolico e universale. Dopo Anatomia di una caduta e La zona d’interesse, Sandra Hüller torna in un ruolo di grande spessore con cui si candida seriamente all’Orso d’argento per la migliore interpretazione da protagonista, premio già vinto vent’anni fa per Requiem.






















