ROTTERDAM 42 – Come descrivere una nuvola. Secondo David Verbeek

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Il 42° Festival di Rotterdam scopre il suo palinsesto. Alcune delle pellicole più interessanti sono nella sezione Spectrum, tradizionalmente deputata ad accogliere opere recenti audaci e in generale apprezzate durante altri festival internazionali (lo scorso anno, Florentina Hubaldo CTE di Lav Diaz, Rua aperana 52 di Júlio Bressane, Ace Attorney di Miike Takashi, Francophrenia di Ian Olds e James Franco e La leggenda di Kaspar Hauser di Davide Manuli).

How To Describe A Cloud, al Rotterdam Film Festival 2013Tra i film annunciati spicca How To Describe A Cloud, del filmmaker e videoartista olandese David Verbeek, un percorso di studio (di fotografia e filosofia oltre che di cinema) che lo ha portato a New York e in Cina; già autore di Beat (l'esordio del 2004, girato con soli 500 euro) Shangai Trance (2008) l'esperimento su Second Life R U THERE (2010) presentato a Cannes 63 (la nostra recensione) nella sezione Un Certain Regard, seguiti dall'ultimo Club Zeus (2011) girato a Taiwan e vincitore del Tiger Award 2011 al Festival di Rotterdam.

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In questa edizione Verbeek partecipa tra l'altro anche in concorso, nella sezione corti, con il nuovo Immortelle (2013). Insomma, un ospite molto gradito da queste parti (ha anche realizzato uno spot per l'edizione del 2010).

How To Describe A Cloud è una coming-of-age story con protagonista una giovane donna impegnata a prendersi cura della madre, la cui vista svanisce di giorno in giorno. Liling si confronterà con una fastidiosa coesistenza tra realismo scientifico e sensibilità soprannaturale, cercando vari modi per comunicare con sua madre, tra cui il ritorno alla piccola isola dove è cresciuta.

Nella nostra gallery, le immagini. Molto affascinante è anche il teaser provvisorio, pubblicato in aprile, quando il film era ancora da completare, una serie di immagini evocative commentate dal magico brano dei Silver Mt. Zion, 13 Angels Standing Guard Round The Side Of Your Bed, che accompagnava già la scena delle "suore volanti" introdotta da Werner Herzog in Mr. Lonely di Harmony Korine:

 

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