Samp, di Antonio Rezza e Flavia Mastrella

A Gravina si aggira un killer con una giacca rosa, ingaggiato da un uomo in giacca e cravatta per “distruggere le origini”, sparando a tutti gli anziani del paese. Nel frattempo ricerca la donna ideale, quella che non esiste e si può solo inventare. Succedono anche altre cose bizzarre, ma è meglio accorgersi subito che provare ad abbozzare una trama di Samp, ultimo film di Antonio Rezza e Flavia Mastrella, alla fin fine non ha molto senso. Potremmo invece iniziare a lasciarci andare, a smettere di cercare percorsi o tracciare linee, per garantirci un’inutile boccata di significato logico.

Il film del fantastico duo è in cantiere da vent’anni. È stato girato in parte nell’inverno e nell’estate del 2001, nel 2003  e nel 2013, con un’impennata finale al montaggio negli ultimi mesi, proprio per Venezia77, dove è stato presentato come evento speciale delle Giornate degli Autori.

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In Samp c’è davvero tutto Rezzamastrella, il teatro e ovviamente i cortometraggi storici, quegli sketch ossessivi e pedanti nella nella loro insensata ripetizione, degradanti nella loro luce e atmosfera, che qui ritorna con la fotografia di Flavia Mastrella. D’altronde distinguere i media espressivi non funziona, Rezzamastrella sono insieme teatro, cinema e televisione. L’unica cosa che non ritroviamo in Samp sono le scenografie mobili di Flavia Mastrella, con cui Rezza sul palco si incontra e scontra, attraversandoli, utilizzandoli come porte, finanche torturandoli come fa con il suo pubblico, sempre in costante tensione. E anche in Samp Rezza e Mastrella sono decisamente intenzionati a non permetterci di rilassarci, di accomodarci in noi stessi, decisi a a rifiutare il conciliante, ossia il morbo più dannoso per il duo artistico, un virus che addormenta l’essere umano e lo rende innocuo, ammaestrabile. In questo senso l’arte di Rezzamastrella è a tutti gli effetti superomistica, sempre volta al superamento dei limiti umani, fisici e mentali. E anche in Samp, ancora una volta il superamento si esplicita nella volto deformato di Rezza, oltre l’umano; nelle corse, negli inciampi, nelle urla illogiche e nei rumori ripetuti e assordanti. Come l’incidente stradale del film, che non vediamo l’ora che finisca e che ovviamente dura un’eternità, sfiancandoci. Come l’ansia nello spettacolo teatrale FrattoX, terribile trombetta che tormenta Rezza e tormenta anche noi.

Perché l’arte di Rezzamastrella, è sempre una scossa e una violenza. E più volte vien voglia di alzarsi e uscire ma tutto è estremamente ipnotico, un’odiosa cornamusa impossibile da non ascoltare. Il killer Samp deve distruggere le origini, tanto odiate anche dal personaggio dello scozzese, felice solo quando le rinnega. Il tema della distruzione dei valori (ancora una volta definitivamente nietzschiano), della retorica dannosa del buon passato, è da sempre il Tema con la t maiuscola per Rezzamastrella, nonché una vera e propria missione artistica. Spezzare la tradizione, liberarsi della schiavitù del Si dice del Si fa, che in Samp si esplicita nel rammarico del protagonista per non essersi mai riuscito a laureare. Per lasciar spazio al Nuovo è quanto mai necessario distruggere il Vecchio, in un processo che non può non rivelarsi doloroso, crudele. Ma in questa crudeltà, in questo rifiuto di essere accomodanti, c’è comunque sempre vicinanza, empatia. Questa è la vera forza del duo artistico. Samp è un killer, ma è anche un difensore dei deboli, dei musicanti… Sono violenti Rezza e Mastrella, respingenti anche nelle interviste, dove non fanno che girare attorno alle domande dell’intervistatore, rifiutando la strada facile della risposta.  Ma nonostante questo, non c’è mai giudizio o presunzione o superiorità. Non c’è condiscendenza certo, ma c’è sempre com-passione. Questa è la cura Rezzamastrella: una presa di coscienza necessaria e disturbante, che passa attraverso lo smorzamento della risata, nei viaggi folli a cui il duo ci inizia, senza lasciarci mai soli.

La valutazione del film di Sentieri Selvaggi
3.5

Il voto al film è a cura di Simone Emiliani

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LE BORSE DI STUDIO PER CRITICA, SCENEGGIATURA, FILMMAKING DELLA SCUOLA SENTIERI SELVAGGI

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