Sapore di te, di Carlo Vanzina

 Sapore di te, Carlo Vanzina
Sapore di te ha l’onore (e l’onere) di chiudere una storia di successo cominciata con Sapore di mare. Credendo che basti riproporre, senza alcun aggiornamento, lo stesso canovaccio del 1983, però i Vanzina regalano al loro pubblico un film inoffensivo e ingenuo che difficilmente farà presa su un pubblico giovane, impressionato dagli effetti speciali comici di Checco Zalone

sapore di teA quasi quaranta anni di carriera, per Carlo ed Enrico Vanzina è arrivato il momento di chiudere alcuni conti rimasti aperti. L’anno scorso, con il buon Mai Stati Uniti, i due fratelli hanno idealmente concluso la “trilogia americana” iniziata con Vacanze in America e Sognando la California. Oggi invece è arrivato il giorno di mettere la parola fine anche a un altro importante capitolo della loro storia artistica. Sapore di te, infatti, ha l’onore (e l’onere) di chiudere una storia di successo (parliamo, all’epoca, di oltre dieci miliardi di lire), cominciata nel 1983 con Sapore di mare, cult che ha segnato diverse generazioni. I due cineasti romani, tornano appunto a Forte dei Marmi e riprendono il racconto nel momento esatto in cui lo avevano lasciato. Questa volta però, nonostante il canovaccio comico-sentimentale sia lo stesso, gli interpreti e i personaggi cambiano.

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Non ci sono più Christian De Sica, Jerry Calà, Virna Lisi, Marina Suma e il compianto Guido Nicheli. Oggi invece, sul lido toscano vediamo Vincenzo Salemme, Martina Stella, Giorgio Pasotti e tanti altri giovani attori arruolati per l’occasione. Quest’operazione revival si poggia, non solo sull’affetto innegabile dei due autori per quei luoghi e quelle situazioni, ma anche sulla voglia di cavalcare quell’onda nostalgica avviata alcuni anni fa dal Notte prima degli esami di Fausto Brizzi. Purtroppo per i Vanzina, questa volta, le cose non vanno come dovrebbero. Sorprendentemente i due autori, da sempre attenti alle novità del panorama comico italiano, decidono di riproporre senza alcun aggiornamento i meccanismi anni ottanta del primo film.

Credendo che basti riempire di esasperati riferimenti alle mode e ai fatti dell’epoca (il Drive In, la Roma di Falcao, il Psi di Craxi o Tropicana del Gruppo Italiano) per rendere sullo schermo gli anni ‘80, i Vanzina regalano al pubblico un film eccessivamente ingenuo e inoffensivo che difficilmente farà presa su un pubblico giovanile impressionato dagli effetti speciali comici di Checco Zalone. E’ sinceramente commovente la volontà (naif) dei Vanzina di, parole loro, regalare al proprio pubblico un film che, in questi giorni grigi, racconti un periodo pieno di ottimismo e speranza.  Quante possibilità può avere, nel 2013, una pellicola che sembra, per narrazione e ideologia, davvero provenire dal 1983 (e qui, forse, riesce inconsapevolmente, l’omaggio agli anni ottanta)? Detto ciò sarebbe ingiusto negare che, nonostante tutto Sapore di te regala anche dei grandi momenti di comicità. Basti pensare all’ennesima, immensa performance di Maurizio Mattioli che, con il suo coinvolgente racconto commosso della finale Roma-Liverpool, dimostra di essere l’ultimo grande caratterista italiano.


Interpreti: Vincenzo Salemme, Giorgio Pasotti; Serena Autieri, Nancy Brilli, Eugenio Franceschini, Maurizio Mattioli, Martina Stella, Matteo Leoni, Virginie Marsan
Origine: Italia, 2013
Distribuzione: Medusa Film

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