Scoop, di Woody Allen

Facile risultato dell'inganno di un prestigiatore anche dilettante, dove il personaggio interpretato dal cineasta sembra ritagliarsi uno spazio tutto per sé per una raffica di battute anche divertenti ma isolate. Commedia snob dai meccanismi facili, pellicola di 'ombre e nebbia', segni di un'oscurità dove quest'opera merita di essere relegata.


Delitto (con) castigo. Al suo secondo film londinese dopo il sopravvalutato Match Point, Woody Allen mantiene frammenti da trama gialla vira però in direzione della commedia. Al centro del film c'è Sondra (Scarlett Johannson, alla sua seconda collaborazione con il regista newyorkese), una ragazza statunitense aspirante giornalista venuta a Londra da alcuni amici di famiglia. Una sera va assistere a uno spettacolo di magia e viene chiamata sul palco dal mago Sid Waterman (Woody Allen). Mentre è rinchiusa in cabina, la ragazza 'vede' un celebre giornalista inglese (Ian McShane) defunto da poco che le rivela una soffiata che potrebbe rappresentare lo scoop della sua vita e che coinvolge l'aristocratico inglese Peter Lyman (Hugh Jackman), identificato come il serial-killer dei tarocchi che sta terrorizzando la città. Sandra però finisce per innamorarsi di lui.

--------------------------------------------------------------------
SCOPRI I NUOVI CORSI ONLINE DI CINEMA DI SENTIERI SELVAGGI


--------------------------------------------------------------------

Come Match Point anche Scoop segue traiettorie sicure. La città britannica sembra avere quasi le tonalità grigiaste del film precedente – il direttore della fotografia è lo stesso, Remi Adefarasin – e Allen sembra utilizzare lo spazio come un labirinto programmaticamente pre-organizzato. Il film però risulta debole, e non è quella debolezza affascinante di Hollywood Ending ed Anything Else, ma appare come un giochino pretestuoso e neanche troppo innocente. Scoop è una commistione tra giallo e commedia in cui i personaggi vagano per la città come per dare un senso alla loro storia come in Misterioso omicidio a Manhattan, ma è ormai assente quell'angoscia dietro l'apparenza di Crimini e misfatti. Lo sguardo di Allen, come in Match Point, entra nuovamente all'interno di un ambiente alto-borghese, ma lo scontro di classe è solo accennato (Sondra che parla a Peter della sua famiglia inventando che Sid è suo padre). Scoop risolve invece i pochi frammenti di tensione attraverso vacui espedienti (il mazzo con le carte dei tarocchi nascosto dentro la stanza degli strumenti), stanche citazioni (il bicchiere di latte hitchcockiano di Il sospetto) risultati di un inganno da prestigiatore anche dilettante, con effetti di magia, di comparizioni/sparizioni (come nell'episodio Edipo relitto di New York Stories) in cui Allen si ritaglia lo spazio tutto per sé per battute che, prese isolatamente, sono anche divertenti ("Come nascita sono di religione ebraica ma poi mi sono convertito al narcisismo" o "Non ingrasso di un grammo. La mia ansia funziona come aerobica") ma che finisce per mettere in ombra una già di per sé pallida Scarlett Johannson. Scoop è un film di meccanismi facili, una commedia snob, che aspira anche a mettere in contatto la realtà terrena con quella ultraterrena, come nell'immagine del regno dei morti, tra notte e nebbia, anzi tra ombre e nebbia. Le stesse ombre e la stessa nebbia di un'oscurità dove questo film di Allen merita di essere relegato.


 

--------------------------------------------------------------------
OFFERTA CORSI SCENEGGIATURA ONLINE
Due nuovi corsi operativi di Sceneggiatura per il Cinema e le Serie Tv! Scopri l’offerta sul pacchetto

--------------------------------------------------------------------

Titolo originale: id.


Regia: Woody Allen


Interpreti: Scarlett Johannson, Woody Allen, Hugh Jackman, Ian McShane, Julian Glover


Distribuzione: Medusa


Durata: 96


Origine: Usa, 2006


 

------------------------------------------------------------------------
IL NUOVO NUMERO DI SENTIERISELVAGGI21ST #7