Scuola di seduzione, di Carlo Verdone
Malgrado qualche passaggio a vuoto, è uno dei film più ispirati del cineasta degli anni Duemila. Con un paio di scene irresistibili e un regalo stand-up. Bravissima Beatrice Arnera. Su Paramount+
Non c’è Carlo Verdone su quel palco della ‘scuola di seduzione’. Al suo posto Karla Sofía Gascón, lanciata da Jacques Audiard in Emilia Pérez. E se fosse un’allucinazione? Ortensia, l’insegnante della “Scuola di seduzione” potrebbe essere una visione dei suoi ‘allievi’. Per questo poi ognuno di loro trova il suo spazio. Dal fermo-immagine iniziale dentro il teatro di ognuno dei personaggi – puro effetto/magia Scola come in C’eravamo tanto amati – ognuno in realtà trova la sua ribalta nel film. Potrà apparire scontato ma è questo che distingue il cinema di Verdone, anche negli esiti meno riusciti, dalle commedie italiane più recenti: il suo respiro corale. Ogni figura è caratterizzata con estrema cura sia nella sua dimensione privata sia a contatto con gli altri personaggi. Magari nel film c’è qualche passaggio a vuoto proprio a livello narrativo con qualche spiegazione di troppo (la fotografia di gruppo dei musicisti in casa di Clemente) che potrebbe essere mostrata più avanti. Ma qui c’è proprio una vecchia scuola di sceneggiatura dove ogni personaggio nasce, si sviluppa, prende vita e si evolve sotto gli occhi dello spettatore. Per questo, tutti quelli di Scuola di seduzione finiscono per lasciare una loro precisa impronta.
Sei personaggi hanno una vita incasinata. Clemente (Carlo Verdone) è un percussionista del Teatro dell’Opera che da quando è andato in pensione si sente sempre più solo e per dormire gli capita di fumare erba. Bruno (Lino Guanciale), un professore di Storia, abita ancora a casa con la madre che gli rende la vita impossibile. Giuliana (Vittoria Puccini), un’infermiera, tra i turni di notte e la monotonia della vita coniugale, cerca di ritrovare il feeling con il marito. Gaia (Euridice Axen), la proprietaria di una libreria, lesbica, logorroica e attivista LGBT, ha il problema di portare sfiga; Adele (Beatrice Arnera), un’aggressiva content creator specializzata in malesseri, prende di mira tutte le debolezza e incapacità degli uomini nelle relazioni. Infine Emanuele (Romano Reggiani), un ragazzo ricco e attraente ma timido e insicuro, ha un segreto imbarazzante che condiziona la sua vita sentimentale. Per risolvere i loro problemi, si rivolgono a Ortensia, una misteriosa love coach, nella speranza di essere aiutati e dare un senso alle loro vite.
Scritto dallo stesso Verdone assieme allo storico collaboratore Pasquale Plastino e da Luca Mastrogiovanni e suddiviso in sei capitoli, Scuola di seduzione sembra cercare la risposta a una domanda che, in diverse forse, ha spesso attraversato la filmografia del cineasta e attore: “Che cos’è l’amore?” Nelle foto di gruppo ci sono sempre delle verità nascoste, dalla finta armonia d quella di Compagni di scuola a quella del gruppo in crociera che rivela un legame nascosto. Forse qualche passaggio è più scontato (Bruno che si addormenta mentre Clemente gli sta rivelando il suo segreto) ma Scuola di seduzione è tra i film più ispirati dell’ultimo Verdone. Sembra partire come Ma che colpa abbiamo noi, trova scontri senza esclusione di colpi dove il personaggio di Verdone è impegnato in un’altra accesa sfida con Beatrice Arnera (bravissima) dopo quelle con Laura Morante in L’amore è eterno finché dura e poi azzecca un paio di sequenza indimenticabili: la visita alla vicina di casa e la cena al buio bendati, con quella tensione slapstick comedy che appartiene al cinema più scatenato del regista. In più, un puro regalo stand-up: la voce del poliziotto che si intromette nella telefonata tra Bruno e la madre. Sembra uscire da uno sketch fine anni ’70, come quei personaggi che stavano prendendo forma prima di entrare nei suoi primi film a episodi. Oppure è un urlo improvviso, proprio come quello di Will Arnett in È l’ultima battuta? dove la propria vita acquista un senso se è condivisa. Oltre ad Arnera, una menzione speciale va anche Euridice Axen, Vittoria Puccini, Elisa Di Eusanio e Lino Guanciale. Meno centrata e spontanea la prova di Karla Sofía Gascón. Ma forse Ortensia acquista un senso proprio nella sua estraneità e distanza.
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Regia: Carlo Verdone
Interpreti: Carlo Verdone, Karla Sofía Gascón, Lino Guanciale, Vittoria Puccini, Beatrice Arnera, Euridice Axen, Romano Reggiani, Elisa Di Eusanio, Irene Girotti, Jacopo Garfagnoli, Luca Seta, Camilla Bianchini, Duccio Camerini, Maria Rossi, Matilde Piana, Cinzia Susino, Guglielmo Favilla, Pia Lanciotti, Lilith Primavera
Distribuzione: Paramount+
Durata: 115′
Origine: Italia, 2026




















