Se fate i bravi, di Stefano Collizzolli, Daniele Gaglianone

E’ possibile comprendere ancora i fatti di Genova del 2001? Lo sguardo è sulle prospettive della memoria, attraverso generazioni a confronto. Giornate degli Autori. Notti Veneziane

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A poco più di vent’anni è possibile comprendere fino in fondo i fatti di Genova? Che cosa è successo allora, cosa è cambiato, cosa è rimasto uguale e perché. Nel 2001 Genova ospita il G8, ed è la prima volta nella storia che il dissenso e la protesta vengono incarnati da un movimento di massa che non rivendica niente per sé stesso, ma chiede giustizia per tutti. “Un altro mondo è possibile” è il più noto tra gli slogan che accompagnano quei giorni. Dal cambiamento climatico all’abolizione del debito dei paesi poveri, dall’accoglienza ai migranti alla parità di genere, dalla lotta all’omotransfobia a quella all’Aids. Temi ancora oggi al centro del dibattito planetario. Ma il G8 di Genova è anche la morte di Carlo Giuliani il 20 luglio 2001, la violenta repressione delle forze dell’ordine, la vergogna inenarrabile della Diaz e di Bolzaneto: una ferita aperta, uno dei fatti più inquietanti della nostra storia recente. Che eredità lascia 20 anni dopo? Al di là delle sentenze della Giustizia…

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Se fate i bravi, presentato nella sezione Giornate degli Autori – Notti Veneziane, cerca in parte le risposte dopo aver raccolto quanto emerge da interviste, film, libri, giornali, inchieste e processi e dando voce a un campione significativo di persone che per motivi diversi sono stati protagonisti di quei giorni e ne diventano, ora, voce narrante. Come lo psicoterapeuta Evandro Fornasier, allora fra i ragazzi arrestati e picchiati a Bolzaneto e che racconta per la prima volta quella tragica esperienza. Come il magistrato antimafia Alfonso Sabella, all’epoca capo ispettore del dipartimento dell’amministrazione penitenziaria e responsabile delle carceri provvisorie di Bolzaneto e San Giuliano. I registi Stefano Collizzolli, documentarista e autore di video partecipativi in Italia, Africa e Palestina, e Daniele Gaglianone, molto conosciuto e affermato con le sue opere nei maggiori festival nazionali ed internazionali, focalizzano lo sguardo sulle diverse prospettive del ricordo e della memoria, attraverso generazioni a confronto.

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Parafrasando Paolo Conte, “Genova per noi” vorrebbe farsi “Genova per tutti”, appunto cosa è stato per chi c’era ed anche per chi non c’era. Voi G8, noi sei miliardi, l’altro slogan che capeggiava in quei giorni… ma battendo i manganelli sugli scudi, fu macelleria messicana. In fondo, l’ultimo momento di mobilitazione di massa nelle società occidentali, l’ultimo tentativo, prima dell’11 settembre 2001, di coniugare “pensare globale” e “impegno locale”, ha trovato una repressione feroce. Le ferite col tempo si rimarginano, quello che rimane invece, sul fondo di molte coscienze, è una sensazione diffusa di brusca perdita dell’innocenza.

La valutazione del film di Sentieri Selvaggi
3
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Il voto dei lettori
3 (2 voti)
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