Sei ancora qui, di Scott Speer

Ronnie Calder (Bella Thorne) ha solo sei anni quando un esperimento finito male provoca un fallout che provoca una strage di esseri umani, tra cui il padre, che dal momento del decesso vengono trasformati in redivivi, in pratica degli ologrammi condannati ad apparire sotto forma di un’unica immagine che si ripete in perpetuo ed incapace di influenzare il mondo circostante. Quando ormai ha sedici anni Ronnie resta coinvolta in alcuni fenomeni legati all’infestazione che la porteranno ad interrogarsi ed indagare a fondo la natura di queste manifestazioni considerate fino a quel momento innocue.

Queste sono le basi di partenza del thriller soprannaturale I Still See You (Sei ancora qui) di Scott Speer ambientato a Chicago ma girato in verità nel clima rigido di Winnipeg in Canada, dentro uno sfondo perennemente imbiancato dalla neve, il più adatto a ricostruire nelle intenzioni del regista uno scenario di post catastrofe nucleare, con una fotografia molto simile a The Road di John Hillcoat, con dei toni meno cinerei ma identica gradazione fredda. Il film è un adattamento del romanzo di Daniel Waters, che affianca alla protagonista come motori della storia l’insegnante Mr. Bittner (Dermot Mulroney) e Kirk (Richard Harman) un suo compagno di classe, destinato a diventare suo complice per risolvere l’enigma e scongiurare conseguenze pericolose.

Le anime costrette a vagare sono tanti ricordi indelebili fermi lì a fissare un istante, la rottura di un processo per precipitarlo in un ciclico trascorso emblematico, pieno di nostalgia per la scomparsa, da leggere probabilmente anche come la presenza di un trauma irrisolto, l’insieme di involontarie sospensioni che continuano ad agire non più a livello corporeo ma etereo. L’avvicinamento di Ronnie verso Ground Zero, nel cuore del problema, è la naturale evoluzione, l’assorbimento necessario dell’incidente nel percorso di superamento, è la proiezione del passo inevitabile da compiere a cui è chiamato l’uomo nei momenti davvero decisivi della vita, e si trasforma nel punto di congiunzione della sua storia con le altre. Toccando finalmente il vero nodo nascosto dietro le minacce di spiriti inquieti, dietro i rimorsi e gli abbracci impossibili di emanazioni evanescenti, qualcosa di riconducibile al contesto familiare, dove tutto nasce e tutto torna.

Speer torna a collaborare con Bella Thorne pochi mesi dopo Il sole a mezzanotte in un soggetto che cerca di scrollarsi di dosso l’etichetta esclusiva di teen del film precedente,  restando in quel recinto grazie alla componente della scuola che Ronnie e Kirk frequentano, piena dei classici cliché, ma senza i parametri specifici del genere, ibridati con quelli della suspense e dell’horror, nel particolare di insistere sul corpo della protagonista. Restano delle affinità con il progetto precedente nella scelta di personaggi chiusi nell’ombra, sempre più vicini ai margini che al centro, deficitari, incomprensibili ad alcuno che non sia simile, per il quale sono disposti ad uscire dall’isolamento e dalla sfiducia che solitamente ripongono negli altri.

Titolo originale: I Still See You
Regia:
Scott Speer
Interpreti:  Bella Thorne, Dermot Mulroney, Richard Harman
Origine: Usa, 2018
Distribuzione: Eagle Picture
Durata: 90’