Sentieri selvaggi Millenials… piccole nuove rivoluzioni

Da giovedì 15 settembre il nostro caro Sergio Sozzo è il nuovo Direttore operativo (in codirezione con il Direttore Editoriale Simone Emiliani) di Sentieriselvaggi.it.  La notizia, finora lanciata solo agli amici sui social (quindi a tutti… è già virale!) è talmente “esplosiva” che il nostro server, situato nella non certo vicina Germania, non ha retto, e il giorno dopo ha fatto “crash!”. Oggi riemergiamo da un blackout, speriamo, rigenerante…

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Apparentemente questa notizia potrebbe sembrare solo un “normale” avvicendamento interno,  come avviene spesso nelle redazioni dei giornali. Ma in realtà stiamo dando inizio a una piccola/grande rivoluzione.  Perché?

Perché con Sergio Sozzo Sentieri selvaggi apre, ufficialmente e definitivamente, le porte al XXI secolo. Per la prima volta nella nostra piccola/grande storia la direzione del giornale di riferimento degli appassionati di cinema e critica cinematografica, viene affidata ad uno dei nostri redattori appartenenti alla “terza generazione dei selvaggi”, ovvero quelli usciti, ormai oltre 10 anni fa, dalla Scuola di Cinema, che allora era il Corso di Critica Cinematografica,  e che in questi anni hanno ormai costituito la parte più significativa dell’intera redazione di Sentieri selvaggi.

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sergio-sozzo-2Insomma abbiamo anche noi i nostri “Millenials”, la “Generation Y”, i critici che sono diventati tale a partire dal nuovo secolo e millennio, che, quando nacque Sentieri selvaggi, nel 1988, erano bambini o appena adolescenti.

Il cambio generazionale, in linea con la filosofia di Sentieri selvaggi che non ha visto arroccati noi vecchi fondatori – io e Demetrio Salvi – alle direzioni dei giornali che pubblichiamo (pur mantenendo funzioni di supervisori e di orientamento generale), è ormai definitivo, già praticato dal 2012 con SS Magazine e con le nostre Edizioni Ebook. E’ una filosofia, quella della mutazione di pelle e del cambiamento come “statuto”, che sta dentro tutta la storia di Sentieri selvaggi, di cui proprio il neo Direttore, Sergio Sozzo, narrò le varie storie in quel bel volume, “Una passione selvaggia” curato con Carlo Valeri, che demmo alle stampe in occasione del ventennale di Sentieri nel 2008 (e ormai siamo quasi al trentennale… preparatevi per il 1 aprile 2018 che dovrebbe essere anche giorno di Pasqua…).

Che succede dunque? Accade che Sentieri selvaggi è sempre più un network di cinema a 360 gradi, realtà molteplice impegnata in tantissime attività, dall’informazione all’editoria, dalla formazione agli eventi, dalle rassegne alle produzioni audiovisive, passando per un’attività social sempre più complessa e “in diretta”.

Ecco che da un lato dobbiamo riorganizzare le nostre forse, con Simone Emiliani, penna di punta e storica della nostra redazione, che assumerà un ruolo nuovo di supervisore editoriale, nonché di editorialista e curatore di progetti, mentre la gestione operativa e quotidiana della redazione sarà affidata al nostro Sergio Sozzo.

Sergio è stato un “aspirante selvaggio” sin dal suo arrivo, nel 2005 se non ricordo male, alla nostra Scuola di Cinema. Quando chiedemmo ai (tanti) ragazzi iscritti quell’anno, “qual è la vostra aspirazione come appassionati di cinema?” Sergio, poco più che ventenne rispose: “diventare redattore di Sentieri selvaggi”.

Bene quell’aspirazione ad essere parte di questa rivista/corpo da sempre dotata, come ama ripetere Demetrio Salvi, di un’anima, trova oggi il suo magnifico completamento nell’affidamento di un ruolo, quello di Direttore di Sentieriselvaggi.it, di piccoli poteri ma grandi responsabilità…

300Perché questo è il primo passo di una rivoluzione culturale dentro tutta Sentieri selvaggi, che proverà, una passo alla volta, a sperimentare quella che Sergio ha definito una  “doppia velocità”: “La velocità di aggiornamento, pensiero, e concezione dell’home page del nostro sito, e quella della relativa pagina Facebook, devono iniziare a correre in modalità parallele ma ben differenziate tra di loro, e sicuramente a due frequenze differenti.” Ovvero (e cito sempre la “dichiarazione d’intenti” redazionale del neo Direttore): “Siamo tutti lettori avidi, ascoltatori attenti, concert goers, videogiocatori, frequentatori di mostre (a scrocco), smanettoni e pirati cinefili: è uno spreco non trasformare tutto questo in energia attiva per la nostra comunità. (…)La dittatura dell’agenda da parte degli uffici marketing vuole un pubblico stupido e passivo: la nostra nuova doppia velocità arriva per sovvertire l’anonimato della cinefila online “di massa”. Con un tentativo in qualche modo inedito, la pagina social sarà appunto lo spazio dell’ESPERIENZA, e il sito il luogo della NOVITA’.”

Che cosa avverrà, concretamente, lo scoprirete un po’ alla volta nei prossimi mesi, ma possiamo assicurarvi che cambieremo molto, anche se “passo dopo passo”.  New media, newsletter, interviste esclusive, appuntamenti redazionali con chi fa cinema oggi, festival minori, nuove firme e collaborazioni “esterne”, insomma un intreccio di più linguaggi, puntando a un giornalismo che sappia essere “sul pezzo” ma che, soprattutto, riesca ad essere lucido, approfondito e appassionato. Cercheremo di sperimentare tutti i sensi possibili, entrando in contaminazione con tutte le pratiche culturali che mastichiamo individualmente come divoratori seriali di letteratura, saggi filosofici (e non), musica, fumetti, tecnologie, architettura, arti visive, ecc… cercando sempre più di sedimentare il nostro “sguardo critico” dentro le coordinate dell’immaginario collettivo di questi anni duemila.  Dove la forma trasforma il desiderio in contenitore di linguaggi e passioni.

Dove le contaminazioni culturali sono ormai dentro ogni sguardo, ogni spettatore, dove forme e consumi mutano con una rapidità tale che la stessa produzione industriale fatica a seguire (pensate che solo a fine  2016 vedremo il primo film dei The Jackal, Netflix è arrivato qui solo quest’anno mentre Amazon e gli altri dobbiamo ancora guardarli da…stranieri), e dove quindi il lavoro del critico e del giornalista cinematografico si innesta su un “corpo” che ormai è totalmente e continuamente connesso, con visioni e contatti, quasi antropologicamente mutato in un “nuovo essere” di cui ancora fatichiamo a scorgere bene il profilo (per ora fin troppo curvo sul “dispositivo provvisorio” inventato da Steve Jobs quasi dieci anni fa…).

Cambia il prodotto cinematografico, cambia lo spettatore, deve perciò cambiare, inevitabilmente, anche il “corpo critico”. Sentieri selvaggi è dentro questa rivoluzione e la definisce simbolicamente con un rinnovamento che non ha precedenti nelle riviste di cinema italiane (e non solo…).

A questa novità editoriale si aggiunge anche, per il Magazine, l’affidamento della Direzione Editoriale – anche qui – a una coppia,  Aldo Spiniello e Carlo Valeri, che dovrà affrontare un “nuovo progetto” che porterà il “bimestrale di cinema e altro”, che ha più di 3 anni e mezzo, verso nuove direzioni e formati.

Sentieri selvaggi, primo numero aprile 1988Ma di questo vi aggiorneremo presto…

Per il momento un grande in bocca al lupo a Sergio Sozzo (e a Simone Emiliani che dovrà barcamenarsi tra il vecchio e il nuovo…al quale va anche il mio più sentito ringraziamento per l’incredibile lavoro di questi anni e per avermi, lui per primo, consigliato questa nuova direzione…), a Carlo Valeri e Aldo Spiniello e a tutta la redazione di Sentieri selvaggi.

Per il lettori, vi lascio con questa “citazione” dal nostro, ormai storico, editoriale del 1° numero, aprile 1988, che mi sembra sempre attuale: “Proprio perché crediamo che l’immaginario collettivo pare sollecitare e venire sollecitato mediante pratiche linguistiche che esistono tra ivuoti del testo piuttosto che nella struttura evidente dell’opera, siamo convinti che è qui, tra questi vuoti, tra questi sentieri, tra questi territori imbattuti che si cela il nostro piacere. E’ in questi luoghi che siamo diretti. Consigliamo un bagaglio leggero a chi voglia seguirci…