SERIE TV – Game of Thrones 4×01 – Two Swords

È un mefistofelico Tywin Lannister ad aprire questo primo episodio della quarta stagione di Game of Thrones, restituendoci subito con la sua espressione inaccessibile quel senso di gravità che da sempre caratterizza la serie. Riprendendo come di consueto le fila del racconto in medias res, la sequenza inziale della fusione di Ghiaccio, la spada appartenuta a Ned Stark, ha una funzione profondamente simbolica oltre che scenica; Grande Inverno è caduto, la casata Stark è in rovina, e i Lannister banchettano su ciò che resta dei loro storici avversari. Ma la guerra è tutt’altro che conclusa: mentre Stannis Baratheon raccoglie le forze per un nuovo attacco al fianco della Sacerdotessa Rossa, l’arrivo ad Approdo del Re di Oberyn Martell, assetato di vendetta verso i Lannister, ci rimmerge nel clima di tensione e tradimenti con cui si era conclusa la stagione precedente.

Se da una parte Two Swords riesce nell’impresa di riportare in pochi minuti lo spettatore nelle atmosfere dell’universo di G.R.R. Martin, la complessità stessa di una trama articolata, costretta nei tempi di una serie tv, ha finito per causare dei cali nella narrazione, facendo trascurare alcuni points of view e accelerare dinamiche che avrebbero necessitato di approfondimenti più dettagliati. Ci troviamo, cosi, di fronte a un episodio altalenante, perfetto nei suoi punti di forza, quasi noioso nei suoi momenti meno riusciti. Mentre gli intrighi di palazzo ad Approdo del Re e l’epopea della piccola Arya Stark sono sviluppati con la profondità a cui ci ha abituato l’intera serie, è nel raccontare gli eventi collaterali, come il monotono viaggio di Daenerys Targaryen o le vicende di Jon Snow e dei Bruti oltre la Barriera, che l’attenzione al dettaglio viene meno.
Dopo quattro anni, nell’incostanza di questo episodio, si cominciano ad avvertire i cigolii di un meccanismo che finora ha sempre retto, ma che oggi rischia di cedere sotto il peso di una saga ambiziosa e mastodontica già nella sua versione letteraria. Fortunatamente visto il livello qualitativo mantenuto finora, la fiducia e le aspettative restano altissime.