Shaun, vita da pecora: Farmageddon, di Will Becher e Richard Phelan

Nella fattoria Mossy Bottom tutto sembra procedere tranquillo, fin quando un alieno non si ritrova a gettare scompiglio nella stalla. A Shaun tocca il difficile compito di rispedirlo a casa.

A voler fare un brevissimo excursus temporale, la storia di Shaun vita da pecora parte da lontano. E questo Farmageddon, ultimo capitolo della serie, potrebbe essere tranquillamente un comma momentaneamente autoconclusivo, un one-shot che illude di essere autonomo e che invece dovrà, per forza di cose, confrontarsi con le nuove regole della narrazione infinita.

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Se però ci si ostina a voler leggere questo film entro delle coordinate “storiche”, e si procede a ritroso fino ai cortometraggi animati di Wallace e Gromit, forse il nuovo lungometraggio in stop-motion prodotto da Aardman Animation (assieme a Studio Canal) potrà regalarci delle suggestioni ulteriori.
Questo perché, se ci si attenesse alla trama, Shaun vita da pecora: Farmageddon non avrebbe poi molto da aggiungere alla narrativa di genere contemporanea.
La ormai famosa pecorella Shaun si ritrova alle prese con una creatura aliena piovuta dal cielo, direttamente nella sua fattoria. La domanda allora è subito chiara: riuscirà l’ingenua Shaun a portare in salvo l’extraterrestre, rispedendolo dritto nel suo pianeta natale?

In molti potranno pensare a Steven Spielberg. Il che non sarebbe profano, né risulterebbe essere una nota di demerito, per un lavoro che dovrebbe allevare in sala i cinefili di domani.
Il cinema d’animazione però non è mai, fino in fondo, un affare per infanti. Ed allora rieccoci ai buoni propositi dell’inizio. Rieccoci a Wallace e Gromit, ai cortometraggi realizzati da Nick Park ed alla artigianalità di quei pupazzi realizzati in plastilina.
La tecnica era quella del Claymation, resa celebre negli anni ’90 dalla trasmissione in tv di cartoni tipo Pingu (guarda caso, un altro animale che si muoveva in stop motion e per parlare adottava un linguaggio tutto suo).
È però la Aardman Animations a fare scuola e, oltre alla già citata serie di Wallace e Gromit (di cui gli Shaun vita da pecora sono spin-off), nel 2000 produce Galline in fuga.
Quel film diventa poi un videogioco (Galline in fuga – Chicken Run), a dimostrazione di quanto i personaggi creati da Nick Park, pur partendo da lontano e pur essendo legati ad un immaginario e ad una estetica apparentemente datati, possano reinventarsi anche in universi produttivi nuovi, basati sulla transmedialità (da opporre all’unità di luogo) e sul digitale (da opporre all’artigianale).
Allora, a pensarci bene, anche i riferimenti ad E.T. potrebbero in definitiva risultare azzeccatissimi. 

 

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Titolo originale: Shaun the Sheep Movie: Farmageddon
Regia: Will Becher e Richard Phelan
Distribuzione: Koch Media
Durata: 86′
Origine: USA, Gran Bretagna, Francia, 2019

La valutazione del film di Sentieri Selvaggi
3.3

Il voto al film è a cura di Simone Emiliani

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