Si vive una volta sola. Incontro con Carlo Verdone

Carlo Verdone ha presentato oggi il suo nuovo film, Si vive una volta sola (in sala dal 26 febbraio) insieme allo sceneggiatore Giovanni Veronesi e i protagonisti Max Tortora, Rocco Papaleo e Anna Foglietta.

 

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Nel suo ultimo lavoro si avverte un debito nei confronti di Pietro Germi. È così?

Carlo Verdone: Sicuramente c’è qualcosa, nei rapporti fra i miei personaggi, che rimanda a Germi, ma non è del tutto volontario. Comunque lo adoro, per me è un maestro ed inevitabilmente il mio cinema ne è stato influenzato.

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Il suo personaggio è un medico di successo, che spesso di dedica a preparare scherzi divertenti. Sente di potersi accostare ad Amici miei e al personaggio di Sassaroli?

Carlo Verdone: No, non ritengo di potermici accostare. Tuttavia nel film non mancano scene intense, di cui avevamo bisogno, e che sono molto orgoglioso di aver girato.

Con il cast ho avuto e continuo ad avere una sintonia molto forte, anche a riprese finite. Avevo bisogno che questo film fosse corale e sono convinto che d’ora in poi questa sarà la formula di tutti i miei film che verranno

Anna Foglietta: Anche per me è stato bello sentirmi parte di un progetto, di una collaborazione con Carlo che abbiamo fortemente voluto entrambi. Abbiamo creato un grande spirito di unione.

Max Tortora: Carlo, dicevamo sul set, è un regista che libera e protegge. Libera perché appunto abbiamo sempre avuto la possibilità di inventare e di improvvisare, ma al tempo stesso protegge perché potevamo sempre contare sulla sua esperienza e la sua guida.

Rocco Papaleo: Non devo dire nulla che Anna non abbia già detto, se non che baciarla è stato molto complesso

 

Che uomo è il suo personaggio?

Carlo Verdone: Come molti, è un genio nel suo lavoro ma quasi un fallito nel privato. Ha una figlia che quasi non conosce, con cui non comunica. Conosco molte persone simili al mio personaggio, credo che oggi siamo tutti vittime di uno smarrimento generale e di una grande noia

 

Nel film si parla molto di scherzi. Voi ne avete fatti o subiti?

Anna Foglietta: Ricordo che quando ero piccola, in vacanza la mare, mia madre tirò per scherzo un polpo sulla schiena di un amico americano che prendeva il sole

Carlo Verdone: Anni fa feci uno scherzo crudele e di cui non vado orgoglioso a mio figlio Paolo. Lui giocava a calcio, ed io lo chiamai fingendomi l’agente di Totti e dicendogli che l’avevo visto giocare ed ero pronto a presentarglielo. Non so cosa mi passò per la testa, ma mio figlio ci rimase malissimo

Giovanni Veronesi: Io ogni anno faccio lo stesso scherzo ad Alessandro Haber, fingendomi un inesistente giornalista del Tirreno interessato a parlare di un suo spettacolo.

 

Finalmente interpreta un primario, immagino lo desiderasse da  molto vista la sua nota passione per la medicina

Carlo Verdone: Sì, certamente, ma non è stata una mia idea. Lo prevedeva già il soggetto scritto da Veronesi. Abbiamo poi lavorato con un vero chirurgo, che mi ci ha consigliato  come tenere un bisturi, quali cose dire o non dire durante una scena in sala operatoria. Ho seguito da vicino la routine dei chirurghi e ho notato come spesso, durante le operazioni più semplici, alleggeriscano la tensione parlando fra di loro, anche di argomenti leggeri come i calcio

 

Come sono i suoi rapporti con Veronesi?

Carlo Verdone: Veronesi abita a due passi da casa mia, quindi ci vediamo spesso. La sua ironia, toscana e molto cinica, è diversa dalla mia, ma riusciamo lo stesso ad amalgamarle quando ne abbiamo bisogno

Pasquale Plastino (sceneggiatore): Io faccio spesso da arbitro fra i due

Carlo Verdone: Sì, ormai Pasquale lavora con me dal 1996 e mi conosce meglio di chiunque altro. Mi aiuta soprattutto a non ripetermi, perché io non sempre ricordo se ho già usato una gag o una battuta in un film precedente. Ha sempre chiaro il quadro della situazione, è una grande guida e gli voglio molto bene.

 

Il cinema italiano sembra aver ritrovato energia. Da cosa dipende?

Carlo Verdone: Il cinema italiano ha ritrovato l’affetto del pubblico, e questo è un bene per tutti. Se lo ha ritrovato è perché i film vengono fatti bene, e la gente va in sala malgrado lo strapotere di calcio e serie tv. Soprattutto, noto che al cinema stanno tornando i giovani, e vedono film italiani. Speriamo continui.

Giovanni Veronesi: I bei film si sono sempre fatti. Il problema è che spesso il pubblico non ne è a conoscenza, soprattutto quando si tratta di piccoli film. Dobbiamo quindi fare in modo di far conoscere al pubblico anche questi film

 

Questo film è stato girato in Puglia. Come mai questa scelta?

Carlo Verdone: Io amo profondamente Roma, ma a volte devo uscirne per non ritrovarmi a fare sempre le stesse cose. Inoltre alcuni dei miei film migliori, come Viaggi di nozze, sono stati girati fuori Roma.

Durante l’incontro è stato annunciato che i film di Verdone saranno trasmessi in streaming su Amazon Prime Video.

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