Sienna Miller: dalla Factory alla legge della notte

Da Edie Sedgwick a Nina Fawcett e Emma Gould: Sienna Miller, da The Lost City of Z di James Gray a Ben Affleck (giovedì in sala), sembra aver trovato il suo personale e definitivo modello di donna

Era il 2006. Sienna Miller posava per Life, Vogue, frequentava le cerchie ristrette di Andy Warhol; se Factory Girl non fosse stata un’opera di finzione, saremmo tentati dal credere che quel neo finto, quei grandi orecchini a cerchio e perfino l’appellativo di “Poor Little Rich Girl” le appartenessero per davvero. Conturbante, infantile, squilibrata, un cocktail di erotismo al limite della perfezione. Così come in Alfie, remake del cult ’66, dove Sienna affiancava il futuro marito Jude Law. Di nuovo sbandata, confusa, persa tra la realtà di veri genitori hippie e l’incapacità di gestire la relazione col Don Giovanni. Niente medicine, ma la promessa di riprenderle. Proprio come la sua Edie Sedgwick, morta a ventotto anni per overdose di barbiturici. Miller rifiutava la convenzione, voleva la lucentezza del palco mediatico, l’attenzione che consuma e che predilige quei corpi smaniosi di occhiate e morsi voraci. Poi il tradimento di Law con la baby-sitter e le scuse pubbliche. Tanti amanti, amori, la riappacificazione con l’interprete britannico e il nuovo sfacelo. Molti attori ricercano il personaggio più lontano, mentre altri vogliono la comodità di sprigionare i propri mostri. E in effetti quelli di Sienna dovevano essere grandiosi, basti notare la clamorosa veste di bambola psichiatrica.

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I Misteri di Pittsburgh. Un triangolo pregno di sessualità e desiderio di cura. “Dimmi una cosa che non hai mai raccontato a nessuno”: pare che Miller sappia meglio di tutti che il suo è un ruolo speciale, che la sua sia una dote che fa girare la testa a chiunque e che lo stesso capello bianco di Warhol avrebbe preso colore se solo l’avesse resa una musa eterna invece che una usa e getta. In seguito American Sniper: l’eterno dilemma di Clint Eastwood su cosa significhi essere eroe e modello. Una croce che inchioda la stessa Miller, che a distanza di più di dieci anni vuole abbandonare la consuetudine e abbracciare una famiglia che nel mondo reale versa al decadimento. “Baby, come home”. Bradley Cooper non riesce a prendere la strada di casa, sebbene sia rientrato negli USA dopo nove mesi in Iraq. Niente scenate, urla o isterismi di una vecchia faccia che ha perso il suo fascino. Ora per Sienna crescere vuol dire stare a fianco, accompagnare chi è rimasto intrappolato nella selva oscura e non sa come uscirne. La brama sfrenata dello scatto, della posa, dell’occhio di bue, di tutto il repertorio che nel UK rincorre l’intrusione più ossessiva, appassisce di fronte alla bellezza dell’assenza, di quell’esserci e costruire grandi cose da una prospettiva più nascosta, ritagliata nel bel mezzo della pazza folla.

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Ma chi meglio di James Gray per trovare l’equilibrio definitivo? Nina Fawcett è la donna che ha smesso i panni luttuosi del secolo precedente. Dipinta dai mille colori della nuova era, si fa carico di quel destino che il marito deve compiere. La spinta fatalistica non è un miraggio, un espediente per rinunciare agl’obblighi più terreni, quanto condizione necessaria per comprendere la propria posizione nel mondo. Ora, l’epifania di Sienna: un ruolo che esige rispetto, un ruolo per chi, come Gray, conosce l’importanza del secondario, del sottotracciato irrinunciabile affinché quel destino si compia. Amorevole, dura, battagliera, sembra che Miller abbia cercato quei pezzi tanto disarticolati per riappropriarsene solo quando avessero raggiunto l’unità esatta. L’epilogo di The Lost City of Z, quel nero sofferto, strappapetto, la vedova tanto vicina al Cuore di Tenebra di Conrad, che non rinuncia alla speranza, che resta, nonostante tutto, perché le cose di questo mondo hanno ancora bisogno di lei. Proprio qui quelle due anime, la troppa e la poca visibilità, il sostegno a latere dell’impresa epica, eroica, e la Venere un po’ egoista, trovano la loro combinazione in un incastro perfetto. Il modello di una donna che non ha stancato di esistere.
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Il suo ultimo ruolo è quello di Emma Gould in Live By Night (La legge della notte), in sala a partire dal 2 marzo. Sienna prende di nuovo le distanze dalla veste domestica per trasformarsi in una pericolosa signora della notte accanto al premio Oscar Ben Affleck, sceneggiatore e regista del film. Stando all’intervista rilasciata a Hey U Guys, l’attrice avrebbe accettato la parte anche a scatola chiusa vista la sua ammirazione per il cineasta di Boston. Che questo segni l’inizio di un nuovo percorso artistico? Difficile a dirsi, ma confidiamo nella sua capacità di raccontare sempre qualcosa di sè nei personaggi che porta sul grande schermo.
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