Simple as Water, di Megan Mylan

L”esodo siriano raccontato da cinque vicende familiari, dove l’affetto umano è l’unico mezzo di ricostruzione di un mondo in macerie. Il documentario con endorsement di Raoul Peck è su HBO Max

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La situazione in Siria, con la guerra sempre più feroce e il conseguente esodo della sua popolazione, può esser raccontata anche attraverso l’immagine di bambini che giocano mentre la loro madre li osserva con il sorriso? Su questo affresco familiare si basa il pensiero dietro Simple as Water, diretto dalla regista Megan Mylan, premio Oscar nel 2008 per Smile Pinki, che decide di raccontare la vicenda siriana attraverso le storie di cinque famiglie sparse per il mondo. Questo itinerario frammentario prende vita nel porto di Atene, con il duro soggiorno di Yasmin con i suoi figli, per poi andare nel confine turco-siriano, con la difficile scelta che deve compiere Samra nel lasciare i propri figli in un orfanotrofio, con la speranza per loro di una vita migliore. Con al centro la dolorosa storia di Diaa, una madre rimasta in Siria per trovare il figlio scomparso, il documentario si espande fin negli Stati Uniti con la storia di fratellanza di Abed e in Germania, con il tentativo di Safwan di portare la sua famiglia a Francoforte.

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Simple As Water ci illude di trovarci dinanzi al classico reportage di guerra, dove la violenza e l’orrore assumono il doppio ruolo di tragedia/spettacolo. Mylan vira invece per riprendere e narrare non la distruzione bensì la ricostruzione delle vite di queste persone, spesso immerse in una marea umana anonima, in continua fuga dalle propria terre. Una scelta per nulla scontata.

Infatti le prime sequenze del documentario, ambientate nella capitale greca, non si fanno scrupoli ad estrarre dalla tragicità della situazione un momento di grande emotività, come il riprendere dei bambini che giocano anche ad un semplice nascondino o intenti in una videochiamata con i propri cari, costantemente seguiti dallo sguardo sereno ma allo stesso tempo timoroso dei protagonisti. Quasi a simboleggiare un’umanità colpita da queste terribili vicende, ma ancora capace di mostrare gioia e affetto, anche di fronte a gesta all’apparenza molto semplici e quotidiane. Tale concetto, reso come un simbolo di rinascita, assume un ruolo chiave nel documentario, il filo che lega tutte le sue linee narrative. Infatti è centrale nella vita dei suoi protagonisti, e Simple as Water, costruendo il suo viaggio attraverso le tappe principali di questo esodo contemporaneo, lo esplica linearmente e senza intoppi, anche se spesso rischia di abbandonarsi al didascalismo, soprattutto quando Megan Mylan decide di mostrare le sovrastrutture e il rapporto dei rifugiati con il cosiddetto “Paradiso Occidentale”.

Titolo originale: id
Regia: Megan Mylan
Distribuzione: HBO Max
Durata: 92′
Origine: USA, 2022

La valutazione del film di Sentieri Selvaggi
3
Sending
Il voto dei lettori
2 (1 voto)
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