Sinister 2, di Ciarán Foy

Il found footage non lascia più senza fiato e, pur contenendo scene di crudeltà senza precedenti, il sequel manca di originalità e non riesce a svincolarsi dal primo capitolo della saga

Bughuul è tornato e ha ancora fame di anime innocenti. Con il suo volto funereo si nasconde nell’ombra delle case, dietro le porte, sotto i letti, nelle cantine più spaventose, e attende la prossima vittima che gli cadrà tra le braccia. Osserva a lungo la famiglia che ha scelto per sterminare, la segue per mesi e, dopo aver individuato il bambino più incline a piegarsi al suo volere, gli scatena contro il suo piccolo esercito di fantasmi, pronti a fare di lui un brutale assassino. Dylan e il suo fratellino Zach, che di recente si sono trasferiti nella casa dove anni prima è stato compiuto l’ultimo omicidio, sono i soggetti ideali per il prossimo massacro. Picchiati brutalmente da un padre orco e affidati a una madre incapace di difenderli, hanno già dentro di sé l’odio verso la loro famiglia, la miccia pronta ad esplodere nell’ennesimo delitto seriale.

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Lo schema di Bughuul è sempre lo stesso: il più debole della famiglia ritrova una vecchia cinepresa e ed è spinto contro la sua volontà ad assistere allo spettacolo cruento di tutti gli omicidi compiuti dai suoi piccoli predecessori. Una volta completato il suo percorso, il suo compito è utilizzare la stessa cinepresa per filmare il massacro della sua famiglia, cercando di escogitare il metodo più originale per compiere il misfatto. Ma mentre Bughuul plasma la mente dei suoi assassini, i suoi omicidi rituali attirano l’attenzione di un coraggioso ex-poliziotto, che anni prima non era riuscito a salvare una famiglia che aveva chiesto il suo aiuto per liberarsi dal mostro, ma che ora non esita a sfidare l’uomo nero a viso aperto.

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In questo secondo racconto nero su Bughuul, il regista Ciarán Foy riesuma tutti gli elementi del fortunato Sinister e, senza discostarsi affatto dall’universo narrativo del primo film della saga, torna a mostrare il gioco perverso che Bughuul fa con i bambini designati per uccidere, declinando all’infinito il suo schema d’azione. Ancora una volta infatti i momenti più oscuri del film sono racchiusi nei filmati in Super 8, che documentano gli omicidi del passato, mentre il presente si limita a preannunciare ciò che accadrà, costruendo un tassello dopo l’altro la sceneggiatura di quello che diventerà il prossimo filmato. Ma se il primo film doveva il suo successo proprio a questo escamotage narrativo, a distanza di tre anni il found footage di Foy non lascia più senza fiato e, pur contenendo scene di crudeltà senza precedenti, manca di originalità e non riesce a svincolarsi dal primo capitolo della saga.

 

Titolo originale: id.
Regia: Ciarán Foy
Interpreti: Shannyn Sossamon, Tate Ellington, James Ransone, Nicholas King, Howie Johnson
Distribuzione: Koch Media Italia
Durata: 97′
Origine: USA, 2015

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