Smoke, di Wayne Wang e Paul Auster

“Se non ti prendi il tempo per vedere, non imparerai mai a guardare niente”.

Paul Auster, Il racconto di Natale di Auggie Wren

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Il caso come motore invisibile degli intrecci delle nostre vite e il potere evocativo della parola, capace di fare scattare le istantanee della immaginazione. Paul Auster nel 1990 scrive Il racconto di Natale di Auggie Wren traendo ispirazione da una scatola di sigari Schimmelpenninck comprati alla tabaccheria di Court Street nella Old Brooklyn. Nel 1995 vede la luce il film Smoke co-diretto da Wayne Wang e Paul Auster, che si ispira proprio a Il racconto di Natale sviluppando diverse sotto-trame.

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I due personaggi principali sono lo scrittore Paul Benjamin (William Hurt) in crisi per la perdita della moglie uccisa durante una rapina e il proprietario della tabaccheria Auggie Wren (Harvey Keitel), appassionato di fotografia che ogni mattina alle 8, da più di dieci anni, immortala lo stesso angolo di strada. I loro dialoghi e confronti, spesso caratterizzati dalla staticità della macchina da presa e da lunghi primi piani, sono la colonna portante del film.

Ricordiamo due scene su tutte: quella di William Hurt che racconta come sir Walter Raleigh abbia determinato con uno stratagemma il peso del fumo e la dissertazione di Harvey Keitel sul significato del suo album di fotografie, un tentativo di bloccare lo scorrere irreversibile del tempo.

smoke william hurtSe è vero, come dice Paul Auster, che le cose più preziose sono più leggere dell’aria è altrettanto vero che dobbiamo prenderci il tempo per imparare a guardare. Le istantanee di singoli momenti sommati insieme possono non solo raccontare una vita ma essere memoria indelebile (tra le foto Paul ne scopre una che ritrae la moglie). Anche le sotto-trame sono intrise della matrice letteraria del testo di riferimento: c’è Rashid/Thomas (Harold Perrineau) un ragazzo di colore che non vede il padre Cyrus (Forest Withaker) da 12 anni e si presenta da lui in incognito; c’è la ex fidanzata di Auggie, Ruby McNutt (Stockard Channing) che rivela la presenza di Felicity (Ashley Judd) una figlia diciottenne tossicodipendente e incinta; ci sono tutti i clienti della tabaccheria che parlano di baseball e della vita mentre di fuori scorre il flusso infinito del traffico.

Il tema della paternità e di un passato difficile da rimuovere ritorna in più di una scena (esemplare il racconto del padre-bambino intrappolato nel ghiaccio, ripreso da Trilogia di New York), sottolineato da una colonna sonora che, oltre le musiche originali di Rachel Portman, include pezzi come Cigarettes and Coffee e Smoke Gets in Your Eyes nelle versioni della Jerry Garcia Band, si concede un interludio classico di Dmitrij Šostakovič, per poi arrivare allo splendido finale con Innocent When You Dream di Tom Waits.

smoke harvey keitelOrso d’argento al Festival di Berlino ad Harvey Keitel e Wayne Wang, Smoke non è un semplice apologo sull’amicizia ma anche una dimostrazione rigorosa di come le parole di un racconto possano trasformarsi in immagini. Nella quinta e ultima parte del film sentiamo Il racconto di Natale di Auggie Wren: tutto nasce da una rapina in tabaccheria e da un portafoglio caduto per terra che gli fa incontrare una nonna cieca.

Harvey Keitel è perfetto nell’ars oratoria: si prende le pause al punto giusto, muove le mani accompagnando il ritmo della narrazione, sorride o si incupisce seguendo il tono del racconto. La camera stringe su di lui fino alle ultime frasi, poi parte la sequenza filmata di un piccolo miracolo di Natale tutto giocato sulla finzione. La storia di Auggie Wren prende la forma di immagini in bianco e nero che sembrano provenire da un sogno: si è sempre innocenti quando si sogna e questo non è che il gioco di illusione del Cinema. Leggero come un filo di fumo che a volte resta intrappolato negli occhi.

Titolo originale: id.

Regia: Wayne Wang e Paul Auster

Interpreti: Harvey Keitel, William Hurt, Stockard Channing, Forest Whitaker, Harold Perrinau, Ashley Judd

Durata: 108′

Origine: Usa/Giappone/Germania 1994

Genere: commedia