SNOOP VISION – “Titanic 3D”, di James Cameron

Luc Besson gli aveva fatto fare capolino in chiusura del suo incredibile film “alle origini del cinema”, Adele e l’enigma del Faraone, e non era un caso: la storia del transatlantico è di quelle che chiudono un secolo, e ne aprono un altro. Besson imbarcava la sua eroina sul Titanic perché è proprio in quel vertiginoso inabissamento della tecnologia che perde la sua lotta contro la velocità (e la visibilità – dell’iceberg, della trasparenza) che il cinema può operare il proprio ribaltamento definitivo sul Mito. E infatti, capovolgendo la fabula di decine di narrazioni mitologiche, qui è l’eroina Rose a discendere perigliosamente negli inferi (anche spazialmente, visitando le “classi inferiori” della nave) per andarsi a riprendere l’amato incatenato, accomunando così la meravigliosa Kate Winslet alle Ripley e alle Sarah Connor del cinema di Cameron, e alle loro esplorazioni delle stanze delle macchine stantuffanti e dei cunicoli industriali di tubature e lamiera.
Il Titanic di Cameron è davvero allora il simulacro di un cinema che vara il proprio stesso dispositivo: a chiudere quella crociera iniziata nel 1997 sarà, più di un decennio dopo, solo la discarica dei giocattoli nel finale del capolavoro Pixar Toy Story 3.

Ecco, il 3D di questa nuova edizione del film (sulla cui necessità non ha ovviamente senso dibattersi, perché farlo implicherebbe intendere che il cinema possa mai servire a qualcosa) sembra concentrarsi principalmente sul particolare meccanico, ingrossando le leve e gli sbuffi di vapore. Ne beneficia sicuramente la sezione iniziale del film, in cui la snoop vision attraverso la quale seguiamo il tragitto dei robot subacquei all’interno del relitto inabissato del Titanic davvero sembra replicare l’esperienza dello spettatore stereoscopico – poi raddoppiata da un fotogramma di Rose che si specchia nel monitor che trasmette le immagini del transatlantico affondato sostanzialmente simmetrica a quella di Jake Sully che scruta il proprio Avatar in vitro, dieci anni dopo. Con in più il controcampo del team di Bill Paxton che ascolta il racconto dell’anziana, la vera terza dimensione del racconto (come le tre classi dei passeggeri sulla nave…).

Insomma quella tridimensionale sembra essere l’anima effettiva di Titanic sin dalla sua “prima” sortita (la sensazione è infatti che la stupefacente sezione finale di ricostruzione del naufragio sia stata ritoccata pochissimo, a rimarcarne l’avveniristica efficacia originaria), com’è facile capire già da quel dolly che s’insinua nel relitto ridandogli vita, riportandolo mentre lo attraversa ai colori e alla luce della mattina della partenza.
Così facendo, operando soprattutto sulle stanze della nave, sulle colonne, le suppellettili, i corridoi, il 3D sottolinea quello che Cameron ci racconta dalla prima scena del film sino al finale con foto di gruppo: Titanic è chiaramente un film di fantasmi, abitato da corpi di spettri che rimettono in scena il proprio scomparire nelle acque – adesso, bidimensionali e ancora più pallidi nella nuova profondità prospettica del film, questi personaggi giungono all’appuntamento con l’ineluttabile con la luce di una nuova predestinazione. Guadagneranno una loro tridimensionalità solo da cadaveri con salvagente, galleggianti nell’oceano nero nella fissità gelata della morte, mentre il faro della scialuppa di salvataggio taglia questo cimitero tra le onde.
Adesso la sparizione di Leonardo Di Caprio, fantasma tra i fantasmi di cui non resta nome, biglietto, documento, traccia, storia se non quella orale di Rose, il suo fade to black nel buio dei fondali ci sembra ancora più programmatico: nella spavalderia della sequenza a cena con i ricconi antipatici della prima classe era già scritta la trasversalità della sua futura traiettoria all’interno di Hollywood.

Titolo originale: Titanic
Interpreti: Leonardo DiCaprio, Kate Winslet, Kathy Bates, Billy Zane, Frances Fisher, Gloria Stuart, Bill Paxton, Bernard Hill, David Warner, Victor Garber, Suzy Amis
Origine: Usa, 2012 (riedizione)
Distribuzione: 20th Century Fox
Durata: 195'