Song Sung Blue. Una melodia d’amore, di Craig Brewer
Basato sul documentario omonimo del 2008 di Greg Kohs, non gli manca nulla anche grazie alla bravura di Hugh Jackman e Kate Hudson ma non riesce quasi mai a decollare e resta nella sua sicura medietà
Hugh Jackman e Kate Hudson cantano Play Me. È una delle tante performances canore dei due attori e tra queste c’è anche quella di Sweet Caroline, il brano famoso di Neil Diamond da cui il film riprende parte del titolo dal testo. Ma forse questo è tra i pochi momenti che davvero colpiscono di Song Sung Blue. Una melodia d’amore, anche più del finale stesso, sicuramente intenso emotivamente ma che al tempo stesso va anche alla ricerca della commozione. In quel frammento il film sembra essere sul punto di decollare. Le basi ci sono tutte: una bella storia, due attori in ottima forma che potrebbero danzare ‘sulle ali dell’arcobaleno’. E poi, oltre a Neil Diamond, compaiono i fantasmi/imitazioni di celebri artisti come Patsy Cline o James Brown. Ma dopo non si fa travolgere dall’onda e torna nelle zone di una compassata medietà.
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Song Sung Blue ripercorre la vicenda (“basato su una vera storia d’amore” sottolinea la didascalia sui titoli di testa) della tribute band Lightning & Thunder dedicata alle canzoni di Neil Diamond formata da Claire e Mike Sardina. Lui era un veterano del Vietnam che ha conosciuto la donna durante una serata, nel 1987, quando Claire si è presentata a un’audizione per entrare nella band di Mike, I Positive Traction. Diventano un duo affiatato sulla scena. Poi si innamorano, si sposano e da Milwaukee raggiungono un insperato successo. La vita li mette a dura prova ma la passione per la musica e il forte legame gli permette di superare le avversità.
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Basato sul documentario omonimo del 2008 diretto da Greg Kohs, Song Sung Blue segue correttamente la struttura del documentario musicale. Non gli manca nulla ma resta spesso molto trattenuto, come se avesse paura di allontanarsi dalla vera storia dei due personaggi. Craig Brewer, anche sceneggiatore, non riesce a uscire da quella rappresentazione schematica musical(e) che aveva già caratterizzato, per esempio, Hustle & Flow o il remake di Footloose del 2011. Questo film è certamente migliore dei due precedenti titoli, ma resta a metà tra un omaggio revival e un tentativo mélo che poteva invece scuoterlo. I demoni appaiono solo come momenti visionari (Claire che torna a cantare sul palco) ma non entrano nella testa dei personaggi come negli strepitosi A Complete Unknown e Springsteen. Liberami dal nulla. Proprio per questo restano ai margini molte figure secondarie da Michael Imperioli a Jim Belushi e solo Ella Anderson riesce ad avere una fresca energia che la può far competere con Jackman e Hudson. Un cinema tutto di mestiere, ben fatto, ma “l’amore non brucia l’anima” come in James Mangold.
Titolo originale: Song Sung Blue
Regia: Craig Brewer
Interpreti: Hugh Jackman, Kate Hudson, Ella Anderson, Hudson Hensley, King Princess, Michael Imperioli, Fisher Stevens, Jim Belushi, Mustafa Shakir, John Beckwith, Jayson Warner Smith, Beth Malone, John Beckwith, Sean Allan Krill, Jim Conroy
Distribuzione: Universal Pictures International Italia
Durata: 133′
Origine: USA, 2025






















