---------------------------------------------------
NUOVO BANDO BORSE DI STUDIO IN SCENEGGIATURA 2026!


---------------------------------------------------

Sorry, Baby, di Eva Victor

Un esordio folgorante che affronta il trauma senza mai spettacolarizzarlo, trasformando la parola, il silenzio e l’ironia in strumenti di sopravvivenza. Un atto di profonda umanità

Quattro gli stadi del dolore, almeno secondo Eva Victor, esordiente prodigio di Sorry, Baby, impeccabilmente firmato da quest’ultima in qualità di regista, sceneggiatrice e interprete protagonista. Vincitore dell’ambito Waldo Salt Screenwriting Award all’edizione passata del Sundance Film Festival, Sorry, Baby è uno sguardo lucidissimo, eccentrico e sconvolgente su tutto ciò che segue la violazione brutale e inevitabilmente destabilizzante, o peggio distruttiva, di un’identità. Di un benessere individuale – e sociale – precedentemente costruito, e ancor prima di un corpo e una femminilità che improvvisamente diventano gabbia, elementi di vergogna e ancora armi, capaci di prendere la mira creando distanza tra sé e il resto del mondo, o più in generale della vita, senza tuttavia riuscire a fare fuoco. Poiché giù, nel profondo dell’anima, c’è una scintilla che perfino la violenza più brutale talvolta non riesce a soffocare, ed è quella dell’amore, dell’intimità, del benessere ritrovato e, perché no, perfino della risata.

-----------------------------------------------------------------
Laboratorio di SUONO PRESA DIRETTA, a Roma dal 16 marzo


-----------------------------------------------------------------

Lo sa bene la giovane Agnes, studentessa di letteratura a Fairpoint, un prestigioso college di arti liberali immerso nelle campagne del New England, laddove tutto sembra essere estremamente armonioso, sereno, riguardoso e complice. Eppure lo studio per il dottorato cela una trappola sadicamente elaborata da colui che, invece di proteggere gli studenti, sceglie di manipolarli con cura e poi violarli, dandosi alla fuga nel tentativo disperato, e di fatto inutile, di cancellare la colpa e ripulirsi la coscienza, rifiutando qualsiasi genere di confronto e dialogo.

-----------------------------------------------------------------
SHOWRUNNERS Storie e linguaggio delle Serie Tv attraverso gli autori. Dal 10 febbraio


-----------------------------------------------------------------

Dialogo che invece desidererebbe avere Agnes, ritrovatasi improvvisamente sola con sé stessa, con le conseguenze del trauma e l’amicizia – o meglio, sorellanza salvifica – con la coinquilina Lydie, colei che per prima osserva, ascolta, guida e conforta, senza alcun giudizio, senza alcuna paura. Cos’è che resta di un corpo dopo “Una Cosa Brutta” – così la definisce Agnes – come quella? E cosa resta della propria femminilità e dell’amore per sé e per gli altri?

-----------------------------------------------------------------
Girare con microbudget, corso online con Christian Filippi, dal 17 febbraio


-----------------------------------------------------------------

A rispondere con merito, efficacia e profonda consapevolezza dei registri emotivi, tanto di scrittura quanto di regia, è proprio Eva Victor, la quale ribalta fin dalle primissime sequenze di Sorry, Baby uno dei principi cardine del far cinema, mostrando l’essenziale: la violenza che tutto scatena, in questo senso, appare ancor più brutale, poiché lo sguardo dello spettatore, seppur consapevole, rimane estraneo, esterno e a distanza, confortato dalla mancata testimonianza diretta, al pari di quegli ignari passanti lungo il viale notturno e, al tempo stesso, profondamente turbato da ciò che tragicamente accade all’interno di quella casa, laddove le luci si accendono e si spengono, fino alla fuga.

------------------------------------------------
Intelligenza Artificiale per il Filmmaking, con Andrea Traina dal 23 febbraio

------------------------------------------------

Sorry, Baby, di Eva Victor

L’orrore dunque di ciò che accade dietro la porta chiusa e l’etica dello sguardo. Per poi servirsi instancabilmente della parola, del dialogo e del desiderio feroce e appassionato di rigettare la violenza attraverso la riflessione, lo scambio e l’ascolto. Non vi è romanticizzazione, nemmeno rifiuto, al contrario sguardo implacabile, diretto e tumultuoso, che inchioda il trauma e lo indaga con assoluta intimità, sia che si tratti di oscurità, sia che si tratti di luce e quiete.

-----------------------------------------------------------------
Corso online PRODUZIONE del DOCUMENTARIO con Raffaele Brunetti dal 10 febbraio

-----------------------------------------------------------------

Victor non sbaglia un colpo, realizzando uno script di intensità crescente che, al netto d’un minimalismo strutturale solidissimo e di sottrazione, s’affida con forza al lavoro sui volti – quello della Victor è in graduale mutazione, dapprima maschera di dolore e poi buffa e resiliente (termine inteso qui come ricostruzione e crescita post traumatica) – e, ancora come detto, alla forza salvifica, caotica, talvolta disfunzionale, eppure umanissima della parola. Nel mezzo molta letteratura: le pagine di Nabokov, dunque Lolita, non sono altro che l’indice, o meglio l’origine della narrazione straordinaria sul male ordinario che gli uomini fanno. Amori possibili e ancora gatti e topi, che come detto dalla stessa Agnes: «possono avere la stessa forma dei neonati nell’utero» pur non essendo tali. Forse lo saranno un giorno, o forse non lo saranno mai.

Limitante descrivere Sorry, Baby come fosse unicamente un dramma. C’è di più, molto di più, a partire dal racconto di formazione – Victor comincia dalla fine, per poi scavare nel passato di due giovani donne, che non è mai rimosso né interamente doloroso, tornando poi al futuro e al qui e ora – fino alla commedia, esilarante, nerissima e di sconvolgente attualità. È come se Woody Allen, Joan Didion, John Williams, Elizabeth Strout e David Foster Wallace si fossero riuniti riflettendo sulle conseguenze del trauma e della vita dopo. È davvero possibile ribaltare le logiche del dolore? I corpi restano tali, soffrono, seducono e desiderano e così i cuori, che ancora battono, per quanto soffocati, feriti e confusi. Ciò che conta realmente è scegliere di restare. Tra i migliori film del cinema ultimo statunitense. Una vera e propria rivelazione.

 

Titolo originale: id
Regia: Eva Victor
Interpreti: Eva Victor, Naomi Ackie, Lucas Hedges, Louis Cancelmi, Kelly McCormack, John Carroll Lynch, Hettienne Park, E. R. Fightmaster, Cody Reiss, Jordan Mendoza, Jonathan Myles, Liz Bishop, Natalie Rotter-Laitman, Alison Wachtler, Priscilla Manning, Celeste Oliva, Chhoyang Cheshatsang, Conor Patrick Sweeney
Distribuzione: I Wonder Pictures
Durata: 104′
Origine: USA, 2025

La valutazione del film di Sentieri Selvaggi
4.5
Sending
Il voto dei lettori
3.48 (21 voti)

    ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER DI SENTIERI SELVAGGI

    Le news, le recensioni, i corsi di cinema, la riviste, i libri, gli eventi e tutte le nostre iniziative


    -----------------------------------------------------------------
    UNICINEMA scarica la Guida della Quadriennale/Triennale di Sentieri Selvaggi


    -----------------------------------------------------------------