Sotto il vestito niente – L’ultima sfilata, di Carlo Vanzina

Sotto il vestito niente - L'ultima sfilata di Carlo VanzinaIl terzo film in meno di un anno (La vita è una cosa meravigliosa è dell’aprile 2010, e Ti presento un amico dello scorso novembre) firmato da Carlo Vanzina racconta ancora una volta di un cinema che ha perso il suo tempo e che continua a trovare la forza del farsi proprio nel testimoniare, set dopo set, storia dopo storia, pellicola dopo pellicola, per l’appunto di viaggiare ad una velocità fieramente altra. Il senso sembra allora risiedere più nel flusso di questa commovente deriva, che nelle singole tappe di una traiettoria che va facendosi progressivamente sempre più evanescente.

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Tornare insieme a Franco Ferrini e Pino Donaggio sui luoghi di Sotto il vestito niente (1985) per certificare che non sono più abitati da corpi ma da immagini che sfuggono e si confondono tra di loro, tutte uguali (emblematica la sequenza della sfilata vera e propria, in cui si percepisce lo scarto pesante di senso tra lo sguardo di Vanzina e, di nuovo, la velocità di Telephone di Lady Gaga in colonna sonora), tanto che il doppio della top model bionda, morta con un volo interminabile in aria descritto in un ralenti anche quello gloriosamente fuori tempo, lo puoi scovare a vendere fiori al mercato in Svezia, è di certo un’operazione di profonda malinconia. Ernesto Mahieux non resiste. Francesco Montanari, invece, sì: è abituato a viaggiare al tempo dell’immagine di oggi. Infatti è un volto che fatichi ad incasellare all’interno dei “tipi” vanziniani, anche se è un ispettore siciliano a Milano abbastanza stereotipato con un collega barese che gli fa da spalla per timidi siparietti ‘brillanti’.
Sotto il vestito niente – L’ultima sfilata racconta allora di un cinema oramai definitivamente celibe, che va passando senza aver lasciato figli: come già notato, questi ultimi film dei due fratelli sono pesantemente costellati di scene di parto, neonati, bambini, storie di nuove generazioni che devono ancora formarsi.
Non fa eccezione il finale di questa ultima fatica: e anche se l’idea di Carlo, Enrico e Ferrini di realizzare il proprio Ti piace Hitchcock? personale resti decisamente involuta, e il grosso melodramma architettato intorno alla tormentata vicenda della famiglia Marinoni ricordi piuttosto alcuni sub-plot della lotta tra Spectra e Forrester nell’infinita saga di The bold and the Beautiful, con tanto di foto fatte di nascosto ai modelli della nuova collezione da trafugare, la sensazione che rimane sull’inquadratura conclusiva che vede Richard E Grant solo e abbandonato da tutti al momento di una dolorosa dissolvenza, è che quella sia in realtà la solitudine dei Vanzina, il cui cinema di sicuro mantiene una unicità di sguardo, anche a suo modo tenero o appunto paterno, ma ha forse irrimediabilmente perduto l’oggetto del proprio guardare.

Regia: Carlo Vanzina
Interpreti: Francesco Montanari, Richard E Grant, Giselda Volodi, Vanessa Hessler, Ernesto Mahieux, Virginie Marsan
Distribuzione: Medusa
Durata: 96′
Origine: Italia, 2011

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