SOUNDTRACKS – Howard Shore, “The Wolf Of Wall Street”

the wolf of wal streetÉ uno sfondo giallo, rimando non troppo velato al prezioso metallo, a fare da apripista al trailer del nuovo film di Martin Scorsese. Dopo il personale omaggio del regista italoamericano alla storia del cinema con la realizzazione, nel 2011, di Hugo Cabret, girato interamente in 3D, Scorsese sta per tornare in sala con The Wolf Of Wall Street. La pellicola prende spunto dall'omonimo libro di memorie di Jordan Belfort, ex agente di borsa e fondatore della Stratton Oakmont, compagnia di brokeraggio newyorchese, che negli anni '90, a soli 26 anni, si arricchì illecitamente truffando gli Stati Uniti d'America, tramite la tecnica del Pump & Dump, consistente nel vendere a prezzi rialzati titoli azionari acquistati ad un prezzo irrisorio. Arrestato nel '98 per frode e riciclaggio, oggi Belfort, dopo 22 mesi passati in una prigione federale, si è reinventato, in stile tipicamente americano, speaker motivazionale e autore di libri.

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Per dare vita alla parabola discendente dell'ex enfant terrible di Wall Street, Scorsese è tornato a lavorare con il suo nuovo attore feticcio: Leonardo Di Caprio. Alla quinta collaborazione tra i due, iniziata nel 2002 con Gangs Of New York, il regista tralascia la figura dell'eroe positivo o della narrazione biografica, come nel caso, rispettivamente, di The Departed e di The Aviator, e torna a raccontare il mondo del crimine. Sebbene, in The Wolf Of Wall Street, non ci sia spazio per le storie di mafia come in Mean Street o Quei bravi ragazzi, Scorsese delinea il prototipo di un altro tipo di delinquente. Alle riunioni d'affari tra affiliati, tra una partita a poker e un piatto di pasta al ragù, che tanto ha contribuito a creare nell'immaginario cinematografico – e non solo- lo stereotipo del mafioso italoamericano, sostituisce riunioni nei sontuosi grattacieli del distretto finanziario newyorchese e feste nelle ville multimilionarie.

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Sceneggiato da Terence Winter, già autore de I Soprano e Boardwalk Empire, The Wolf Of Wall Street, già dal primo trailer diffuso, cattura l'attenzione dello spettatore, grazie al suo montaggio abilmente costruito con lo scopo di incuriosire, spingendolo a rivederlo nel tentativo di catturare il maggior numero possibile di dettagli presenti, raffiguranti solo un assaggio di quello che sarà il vorticoso mondo raffigurato nella pellicola. Contribuisce a questo effetto di loop visivo Black Skinhead, canzone firmata da Kanye West, parte integrante della colonna sonora curata da Howard Shore. Scorsese, da grande cineasta qual è, ha sempre dato un ruolo importante ad ogni dettaglio dei suoi film, musiche comprese, investendole di un ruolo carico di significato. Per farlo si è avvalso di collaborazioni eccellenti, come quella con il compositore Howard Shore, Premio Oscar per Il Signore degli Anelli (La Compagnia dell'Anello e Il Ritorno del Re). Anche per Scorsese e Shore questa è la quinta collaborazione, iniziata nel 1985 con Fuori orario. Alternando sempre composizioni originali e canzoni già esistenti, come nel caso di The Departed che si avvaleva anche di successi di musicisti come John Lennon, Roger Waters e Roy Buchanan, anche per The Wolf Of Wall Street, Shore, alterna sue composizioni scritte appositamente per il film a canzoni di altri artisti.

La prima ad essere svelata al grande pubblico è proprio Black Skinhead, ossimoro provocatorio, che da il titolo al nuovo singolo di Kanye West, contenuto in Yeezus, sesto album in studio del rapper statunitense. West con il suo stile fatto di contaminazioni tra rap, hip hop, elettronica, rock e soul si è imposto come uno dei nomi più influenti ed originali del mercato discografico americano, collaborando con artisti del calibro di Jay-Z e Saintgold e producendone altri come Alicia Keys e John Legend. Sfrontato, irriverente e arrogante, West, con i testi che ricalcano la sua personalità, è l'artista giusto per trasportare in musica l'atmosfera del film. Il brano contenuto in The Wolf Of Wall Street, con il suo andamento in crescendo, le percussioni ipnotiche, le sezioni elettroniche e le voci di sottofondo che sembrano riprodurre proprio il verso di un lupo aggressivo e violento, ricalcano in musica l'atteggiamento spudorato, al limite dell'onnipotenza, del personaggio interpretato da Di Caprio.

 Tra la frenesia imperante negli uffici dei broker, feste eccessive, pioggia di dollari, macchine lussuose e fiumi di alcool, il protagonista di The Wolf Of Wall Street fa pensare, per certi aspetti, al Gatsby di Baz Luhrmann, incarnato dallo stesso Di Caprio, con il suo stile di vita al limite, spingendosi sempre oltre, tanto da arrestare la sua corsa troppo presto. Se Gatsby era mosso dall'amore per Daisy, qui l'unico moto che spinge Belfort ad agire è la sua ossessione per il denaro che lo porta ad accumulare sempre maggiore ricchezza, correndo, fino a schiantarsi, contro un finale fin troppo prevedibile ma inevitabile. Come scrive Kyane West in Black Skinhead: «And there’s no way to slow down/ Runnin’ out of time / moving fast/ So just close your eyes and then enjoy this crash. »