SOUNDTRACKS – The Bling Ring – Sofia Coppola

“Super rich kids with nothing but loose ends

Super rich kids with nothing but fake friends”

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Frank Ocean – Super rich kids

 

Il cinema di Sofia Coppola, fin dal suo esordio, si è sempre sviluppato attorno al tema della solitudine, del senso di smarrimento e distanza vissuto tra i personaggi che animavano le sue storie e il mondo che li circondava, così da accomunare giovani sorelle recluse, regine incomprese e vecchie glorie hollywoodiane, come se una membrana invisibile li separasse, impedendogli un contatto reale, chiusi in una campana di vetro che toglieva loro ossigeno e campo d'azione.

 

Se apparentemente con The Bling Ring, quinto lungometraggio presentato alla 66ª edizione del Festival di Cannes in apertura alla sezione Un Certain Regard, la Coppola sembra discostarsi da questo modello, ad un'analisi più attenta anche gli adolescenti protagonisti del film sono a loro volta vittime di un senso di alienazione che li allontana dal reale, costruendosi una dimensione parallela nella quale furti, droga e scorrettezza li uniscono e ne costituiscono la norma.

 

La pellicola, basata sulle rapine perpetrate da un gruppo di giovani losangelini a danno di alcune celebrities e attori tra il 2008 e il 2009, prende le mosse da un articolo, The Suspects wore Louboutins, scritto dalla giornalista di Vanity Fair, Nancy Jo Sales. La sfrontata noncuranza delle possibili conseguenze delle loro azioni, la totale mancanza di rimorsi e l'ossessione per soldi e fama sono filmati dalla Coppola senza mai giudicare i protagonisti, come se la regista si limitasse a mostrare, sempre un passo indietro, quasi sbirciando, lasciando a noi spettatori il tentativo di capire o condannare.

 

Guardando le sequenze delle rapine e assistendo all'esaltazione pre e post-furto, spesso la mente ci rimanda a Spring Breakers di Harmony Korine, dove quattro studentesse universitarie per pagarsi le vacanze di primavera si tramutano in rapinatrici pronte a tutto, affascinate dai soldi facili e dalle armi. Proprio come Korine, che sporca l'immagine di puritane fidanzatine d'America di Selena Gomez e Vanessa Hudgens, facendole tramutare in promiscue criminali in bikini e passamontagna fluorescenti, la Coppola, per il ruolo di Nicki, chiama all'appello Emma Watson, eterna maghetta di Hogwarts, trasformandola in una ladruncola falsa e superficiale, strizzata in tubini firmati. Le similitudini continuano, sebbene il modo di filmare storia e personaggi della Coppola sia più affine ai lavori di altri registi indipendenti. Se il regista utilizza una colonna sonora quasi del tutto firmata dal fenomeno del dubstep Skrillex, Sofia Coppola non è da meno. Elemento fondamentale dei suoi film è infatti la scelta delle musiche, tanto da essere parte integrante del loro successo.

 

Per The Bling Ring la regista torna a lavorare con uno dei suoi collaboratori più assidui: Brian Reitzell. Produttore esecutivo di quasi tutte le colonne sonore dei film della Coppola, Reitzell ha alle spalle una carriera come batterista nel gruppo punk Redd Kross e una collaborazione con i Tv Eyes, formazione elettro-pop americana. Il connubio tra i due inizia nel 1999 con The Virgin Suicides, trasposizione dell'omonimo romanzo di Jeffrey Eugenides, dove la tragica storia delle cinque sorelle Lisbon è accompagnata dalle musiche degli Air, duo elettronico francese, racchiuse in un album la cui copertina è disegnata dal regista, graphic designer Mike Mills (che si avvarrà proprio di Reitzell per le colonne sonore di Thumbsuckers e Beginners), al quale vengono affiancati brani anni '70 e '90 come How Can You Mend a Broken Heart? di Al Green o The Air That I Breathe del gruppo rock inglese dei The Hollies.

 

Stessa storia per i successivi Lost in Translation e Marie Antoinette, rispettivamente del 2003 e 2006. Entrambi gli album che compongono le colonne sonore delle pellicole vengono supervisionati da Reitzell e riscuotono un grande successo commerciale. Se i brani composti per Lost in translation, per la maggior parte da Kevin Schields, leader dei My Bloody Valentine, enfatizzavano il senso di solitudine che pervade i protagonisti, chiusi in lussuose camere d'albergo in una città straniera e straniante con la futuristica Tokyo, con il tripudio di pop e rock che impregna ogni episodio musicale di Marie Antoinette si esemplifica la sensibilità del produttore nel saper valorizzare il lavoro registico della Coppola. La regina francese interpretata dalla sua attrice feticcio Kirsten Dunst è filmata come un'icona pop che tra eccessi e balli a palazzo si muove accompagnata dalle musiche dei The Strokes e New Order. La collaborazione tra i due subisce una battuta d'arresto nel 2010 quando la Coppola dirige Somewhere le cui musiche vengono supervisionate dal secondo marito della regista, il leader dei Phoenix, Thomas Mars.

 

Brian Reitzell torna al timone per l'ultima fatica della regista italoamericana: The Bling Ring. Ecco nuovamente crearsi quel perfetto rapporto di contnuità tra la storia e le musiche, come nelle collaborazioni precendenti. Se la Coppola filma i ladruncoli di Calabasas mentre guidano auto lussuose, vanno a feste nei locali esclusivi frequantati dalle loro stesse vittime, indossano gioelli e accessori firmati rubati dalle ville di Paris Hilton o Lindsay Lohan e si fotografano con la merce rubata per poi sfoggiare il loro bottino sui social network, Reitzell rimarca il loro stile di vita con la scelta di brani rap e noise pop. Già dalla prima scena, con il brano Crown on The Ground del duo newyorchese Sleigh Bells dai suoni distorti e la base hip hop, Reitzell da l'impronta al resto del film. Rebecca, Nicki, Mark e Chloe agiscono accompagnati dalle note di rapper come Kanye West e Lil Wayne, famosi per i loro testi sfrontati e le loro vite piene di eccessi, presi a modello e smimmiottati nei loro atteggiamenti. Ma il lavoro del produttore non si esaurisce così. Reitzell inserisce pezzi di Chris Brown, Frank Ocean e degli stessi Phoenix. Il risultato è un tappeto musicale degno dei lavori passati, ancora una volta centrato e sopra le righe, sebbene meno inaspettato nelle scelte, ad esempio, rispetto alla colonna sonora di Marie Antoinette. In The Bling Ring c'è spazio anche per voci femminili come la rapper statunitense Azealia Banks, con la sua 212 dal testo esplicito e la base elettro, e M.i.a., cantante inglese di origine asiatica, non nuova a partecipazioni musicali in film. Sono sue infatti Paper Planes e O … Saya, presenti nella colonna sonora di The Millionaire di Danny Boyle per la quale ha ottenuto una canditatura agli Oscar del 2009 nella categoria Miglior Canzone. Nel film della Coppola è presente con Bad Girls che potremmo facilmente definire il Minifesto programmatico delle giovani ladre che animano il film. “Live fast, die young/ bad girls do it well”. Rebecca e le altre vivono a velocità massima, convinte che nulla possa toccare loro e il loro mondo fatto di feste, Birkin e abiti firmati fino a quando non si scontrano con una realtà ben diversa che li porta a fare i conti con aule di tribunale e tute arancioni. Stesse aule e celle dalle quali passeranno anche le loro vittime per guai affini con la giustizia americana. Come in un cerchio perfetto che trova conclusione.

 

 

Track listing:

Crown On The Ground – Sleigh Bells

9 Piece – Rick Ross ft. Lil Wayne

Live From The Underground – Big K.R.I.T.

Cotton Candy – Brian Reitzell

Ouroboros – Onehotrix Point Never

Sunshine – Rye Rye ft. M.I.A.

212 – Azealia Banks e Jef Martens

Hell of a Night – ScHoolBoy Q

Gucci Bag – Reema Major

Big Lights – Sammy Adams

Dans Beat – Brian Reitzell

Bad Girls – M.I.A.

Drop It Low – Ester Dean ft. Chris Brown

All of the Lights – Kanye West

Arabic Princess – Reema

Major Freeze – Klaus Schultze

Halleluwah – Can Money

Machine – 2 Chainz

Levels – Avicii

Power – Kanye West

Locomotion – Plastikman

Everythang – Jeezy

FML – deadmau5

Disintegration Part IV – Bassnectar

Showers of Ink – Ioscil

Bankrupt! – Phoenix

Super Rich Kids – Frank Ocean

 

 

 

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