SOUNDTRACKS – Wild, di Jean-Marc Vallée

La colonna sonora è composta da canzoni che sono schegge del passato della protagonista, un dedalo di ricordi che tra dolore e sorrisi nostalgici riuniscono i vari momenti della vita di Cheryl

«I’d rather be a hammer than a nail

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Il Black Friday prosegue ancora solo per Sentieriselvaggi21st, fino al 4 dicembre!


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Yes I would
If I only could, I surely would.»

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RIFF AWARDS 2020

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Simon & Garfunkel – El Condor Pasa (if I Could)

 

«No, è Strayed. Come ‘stray’, cane randagio» dice Cheryl alla giovane burocrate che le domanda la giusta grafia del suo nuovo cognome da poter inserire nei documenti del divorzio. E come un cane randagio Cheryl Strayed ha vagato, persa in sentieri che ne hanno mortificato il corpo e l’anima, incapace di gestire la perdita dell’amore della sua vita, quella madre ottimista e tenace che ha visto spegnersi sotto i suoi occhi impotenti. Occhi che hanno registrato e memorizzato una miriade di ricordi pronti a tornale in mente come piccoli flash traditori dai quali cerca rifugio nell’eroina o nella breve e vuota parentesi di un rapporto intimo consumato con uno sconosciuto. Ma quando Cheryl decide di affrontare a piedi il Pacific Crest Trail, percorso che attraversa tre stati per un totale di oltre 4.000 km, per cercare di cancellare, tramite l’espiazione fisica, quelli che sente sulla sua pelle come peccati dai quali purificarsi, ecco che quei ricordi diventano i suoi veri e più intimi compagni di viaggio.

Pellicola di chiusura dell’ultima edizione del Torino Film Festival e adattamento wilddell’autobiografia della stessa Cheryl Strayed, Wild, è stato erroneamente e frettolosamente accostato ad Into The Wild per le sue ambientazioni e le superficiali similitudini da viaggio on the road che li accomunano. Ma se da una parte il percorso intrapreso da Alexander Supertramp è anche un modo per criticare un sistema di vita socio/economica nel quale il protagonista fatica a ritrovarsi e, al tempo stesso, mostrare un’umanità e una geografia spesso relegata ai margini del Paese, dall’altra, Wild, non ha nessuno di questi obiettivi. A Jean-Marc Vallée non interessa mostrare la natura in sé per sé o lanciare una denuncia sociale, quanto piuttosto filmare il percorso di rinascita e di acquisizione di una nuova consapevolezza della protagonista, passando attraverso le fatiche e le ferite fisiche, purificatrici e liberatorie, del PCT che si rivela essere solo un mezzo, dalla forte carica simbolica, per raggiungere una meta.

Wild e Dallas Buyers Club oltre a condividere il tema del mutamento del corpo come motore della pellicola, possiedono un ulteriore elemento di paragone: la musica. Se la pellicola basata sulla vera storia del texano malato di AIDS Rod Woodroof era caratterizzata da una colonna sonora potente, con continui, quanto sottili, riferimenti ai protagonisti della scena musicale del tempo, come i ritagli di giornale raffiguranwildti uno scintillante Marc Bolan attaccati sulle pareti dell’ufficio di Rod, improvvisato nella stanza anonima di un motel, dal suo amico e collaboratore, il transgender Rayon, in Wild la colonna sonora ha un duplice compito e costituisce il mezzo narrativo principale, insieme alla sapiente sceneggiatura adattata da Nick Hornby come se fosse un flusso di coscienza in continuo divenire di Cheryl, grazie al quale prende vita il montaggio di Martin Penca.Dopo la scena iniziale del film, Vallée introduce il primo frammento musicale, le note vibranti e al tempo stesso malinconiche di El Condor Pasa (if I Could) di Simon & Garfunekl, vero e proprio Leitmotiv musicale ed emozionale della pellicola che ritorna a più riprese come raccordo tra passato e presente di Cheryl, o con un sound ovattato, come se fosse un ricordo lontano, o canticchiato dalla stessa protagonista come era solita fare sua madre. E proprio la presenza fisica materna è sostituita dalle note della canzone amata nella quale Cheryl si rifugia, come in un abbraccio, nei momenti più complessi del suo percorso che dal confine messicano la porterà fino in Canada e la vedrà finalmente capace di fronteggiare e maneggiare il dolore per la perdita del genitore dal quale era sempre fuggita.

 

La colonna sonora di Wild non è composta da partiture originali scritte wildappositamente per il film e che accompagnano determinate scene con temi suddivisi e legati ad un singolo episodio. Tutta la musica del film è diegetica e prende vita grazie a radio, esibizioni di strada, lettori cd o viene canticchiata dalla protagonista stessa. Questo permette al regista di dare vita a brevi flashback che ricostruiscono l’infanzia, gli anni universitari di Cheryl o il periodo successivo alla morte della madre, grazie ai quali possiamo scoprire il suo brusco cambiamento fisico ed emotivo. Sebbene il film sia ambientato negli anni ’90 quasi tutte canzoni sono di artisti e gruppi degli anni ’60 e ’70, da Leonard Cohen (Suzanne) a Paul McCartney (Let ‘em in) passando per i Free (By My Friend) anni nei quali Bobbie, la madre di Cheryl, era stata ragazza. Le canzoni sono schegge di passato che riaffiorano improvvise come i ricordi che portano con loro. Ad esempio, dalle note di I Can Never Go Home Anymore delle The Shangri-Las, il gruppo femminile più melodrammatico della storia della musica leggera (ascoltare Leader of the Pack per credere), emesse da un’autoradio, la protagonista torna indietro nel tempo, a quando era solo una bambina, per ricordare la madre intenta a preparare la cena mentre ballava in cucina sulla melodia teatrale della canzone.

Le canzoni sono un dedalo di ricordi che tra dolore e sorrisi nostalgici riuniscono i vari momenti della vita di Cheryl, pronta a diventare la donna che la madre avrebbe voluto, non più randagia ma consapevole e coraggiosa al punto tale da prendere la vita per quello che è, un viaggio selvaggio come la natura che l’ha vista rinascere.

 

 

 

 

Track listing:

1. Simon & Garfunkel – El Condor Pasa (If I Could)
2. First Aid Kit – Walk Unafraid
3. Wings – Let ‘Em In
4. The Shangri-Las – I Can Never Go Home Anymore
5. Leonard Cohen – Suzanne
6. Billy Swan – Don’t Be Cruel
7. Free – Be My Friend (BBC Session/Take One)
8. Lucinda Williams – Something About What Happens When We Talk
9. Portishead – Glory Box
10. Bruce Springsteen – Tougher Than The Rest
11. Pat Metheny Group – Are You Going With Me?
12. The Hollies – The Air That I Breathe
13. Simon & Garfunkel – Homeward Bound
14. Dusted and Eric D. Johnson – Ripple
15. Evan O’Toole – Red River Valley

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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IL NUOVO NUMERO DI SENTIERISELVAGGI21ST #7