Spaccaossa, di Vincenzo Pirrotta

Nel doppio ruolo di attore e regista, Pirrotta porta sullo schermo un’atroce storia vera con una serie di ottimi attori siciliani nel cast. Giornate degli Autori

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Crudo, intenso, potente. Spaccaossa conquista, ma taglia. Seppur con un inizio un po’ impacciato e una storia che inizialmente sembrerebbe far fatica a decollare il film di Vincenzo Perrotta si gioca tutto in una serie di scene particolarmente riuscite (una su tutte il bacio dentro i rulli dell’autolavaggio) e su una storia, che, come da titolo, spacca le ossa. Nella periferia di Palermo un’organizzazione criminale ha trovato il modo di fare soldi sfruttando da un lato l’assicurazione e dall’altro le persone che si rivolgono a loro. In un vecchio magazzino frantumano infatti braccia e gambe con un trolley pieno di pesi e poi inscenano un incidente, intascandosi il ricavato della truffa e lasciando poco o nulla ai malcapitati nella trappola. Ad un certo punto le cose evolveranno in maniera imprevedibile e un vortice di violenza e tensione risucchierà pian piano i protagonisti. La regia è asciutta, non lascia spazio a niente se non alla narrazione stessa, dal momento in cui la storia è autonomamente pregna di significato. Pirrotta scegli quindi il giusto approccio per un fatto di cronaca che, raccontato in un altro modo, avrebbe inevitabilmente perso il suo senso.

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Con un cast interamente siciliano, composto tra gli altri, da Luigi Lo Cascio, Aurora Quattrocchi, Ninni Bruschetta, Selene Caramazza e lo stesso Pirrotta, il film mantiene alta la credibilità data la qualità della recitazione, espressa solo ed esclusivamente in dialetto (sono presenti infatti i sottotitoli italiani). Con l’aiuto dell’inedita coppia di Ficarra e Picone in veste di sceneggiatori (insieme a Ignazio Rosato), e di Daniele Ciprì alla fotografia, Pirrotta vince la scommessa perché decide di non calzare la mano, cosa che avrebbe fatto diventare il suo lavoro una banale stereotipizzazione della vita criminale dell’isola. Spaccaossa infatti riesce nel difficile intento di portare sullo schermo una storia vera senza scomporla al fine della resa cinematografica, aggiungendo soltanto il minimo indispensabile di finzione. Si tratta della prima regia di Vincenzo Pirrotta, il quale però, in quanto anche regista e attore teatrale, porta tutta la sua esperienza sul grande schermo. Il lungometraggio ha infatti dei momenti esplicitamente figli di una rielaborazione che interseca il cinema con il teatro. Questo elemento è sempre più raro all’interno delle produzioni, in quanto queste due componenti sono piuttosto spesso scisse, perciò il lavoro del regista risulta in questo senso interessante. Sperare in un lieto fine in un film come Spaccaossa è difficile, ma se questo offre poche speranze per la redenzione dei suoi protagonisti, dona sicuramente una nuova linfa vitale a certo cinema italiano.

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La valutazione del film di Sentieri Selvaggi
3.5
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Il voto dei lettori
3 (2 voti)
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