Spari contro l’abitazione di Rihanna
Domenica 8 marzo, una donna a tarda notte ha sparato diversi colpi attorno alla proprietà della cantante e attrice di Ocean’s 8 a Los Angeles, per fortuna non ferendo nessuno
Domenica 8 marzo a Los Angeles nella zona di Beverly Crest, la villa di Rihanna e ASAP Rocky è stata teatro di una sparatoria, i cui colpi hanno raggiunto anche un muro dell’abitazione mentre la coppia si trovava al suo interno.
Secondo il Los Angeles Times, l’avvenimento è successo a notte inoltrata. La principale sospettata è Ivanna Lisette Ortiz, presa in custodia dalla polizia. Secondo i rapporti, la donna ha sparato almeno dieci colpi con un fucile d’assalto attorno alla proprietà dal proprio veicolo, una Tesla bianca, alcuni dei quali hanno oltrepassato il cancello della magione. Non è ancora chiaro il movente. Tuttavia, secondo il The Irish Sun, Ortiz è stata arrestata per tentato omicidio, che si aggiunge ai suoi precedenti di violenza e violazione della libertà vigilata.
Purtroppo per Rihanna, questa non è la prima volta che la sua intimità viene violata. Infatti, nel 2018 lo stalker Eduardo Leon si è introdotto nella villa a Hollywood Hills della star di Ocean’s 8 e ci è rimasto per dodici ore, venendo in seguito trovato dall’assistente della cantante. Per fortuna, nessun residente era presente.
Questo evento si presenta come l’ennesimo tassello di una serie di episodi, dove gli artisti si sono ritrovati vittime di persone ossessive o violente. Paula Abdul, cantante e volto televisivo, ha subito la vendetta della propria stalker: rigettata all’audizione presso il popolare talent show American Idol, per il quale Abdul ha svolto il ruolo di giudice per anni, ha scelto di suicidarsi in macchina davanti alla proprietà della star. Per non parlare del famoso caso dei Bling Ring, un gruppo di giovani Calabasas che tra il 2008 e il 2009 si sono introdotti nelle abitazioni di diversi VIP per rubare gli effetti personali e rivenderli – come raccontato nell’omonimo film di Sofia Coppola.
Tali eventi evidenziano un profondo disagio sociale, che per ha portato alla creazione di storie e narrazioni di vario genere, a volte anche classici del cinema. Come non pensare a Misery non deve morire, che racconta l’arco tragico di una fan, da salvatrice ad aguzzina. O a Re per una notte, dove un personaggio televisivo diventa letteralmente ostaggio in casa propria perché i suoi fan sequestratori possano vivano il loro sogno di fama. Argomento sfociato anche nell’ambiente musicale, quando Selena Gomez ha deciso di incentrare il video musicale per la canzone Hands to Myself proprio su una fanatica (interpretata da lei stessa) che si introduce nella villa del proprio attore preferito.




















