SPECIALE "E venne il giorno" – Diary of the Living

World Wide Web. Rete mondiale – globale. Connessioni necessarie – inevitabili. Link. Collegamenti. Contatti.  “E’ come se tu fossi in questa stessa stanza”, dice Alma ad Elliott quando i due stabiliscono la connessione attraverso l’evidente rete domestica, via cavo, che collega in maniera rudimentale e sotterranea le due costruzioni poco distanti in cui si sono rispettivamente barricati. Banda Larga. Il vento delle informazioni, dei dati, dei bit, è irrefrenabile (“se oggi guadagnassi un nickel, domani due, dopodomani quattro, e via raddoppiando di giorno in giorno, quanti soldi avrei a fine mese?”), anche se a volte si posa: mette in comunicazione (?) il Central Park dell’inizio con gli Champs Elisées del finale. (Senza) che nessuno si muova. E nessuno si muove. E venne Shyamalan, verrebbe da dire: il suo cinema finalmente ha preso il suo posto (già nel finale di Lady in The Water), nel gioco di ruolo del vedere. “Se non lo riprendi, non accade”. On the road, on the run – immobili. Mantenendo le distanze. Wireless. Come davanti ad uno schermo: soli ma circondati – più che comunità, community. Forum. Wahlberg è l’administrator – “perchè nessuno vuole darmi un attimo per concentrarmi?”. Newsgroup, sempre più piccola – “70000 contatti in 10 minuti”: non creare gruppi numerosi, e tieniti lontano dalle strade principali (me lo scrivesti in un sms).  Straniamento continuo, ossessivo, lancinante – rarefazione assoluta, dialoghi da commedia dell’assurdo, attori perennemente sotto ipnosi. Finale di Partita. Chat. Messenger(s). Cause something is Happening here and you don’t know what it is, do you, Mrs Jones? – spegnere il collegamento non è la soluzione, vero, Signora Jones? (novella Henrietta – Sam Raimi, personaggi in fuga dal tornado-cinema che possiede). “Shoot me” – e quanto gli è vicino il più importante film di George Romero dai tempi di Night of the Living Dead, così simile in questo suo totalizzante slancio verso la più assoluta negazione di ogni idea di tempo, di tempi, di temporalità, e la decisa rivendicazione della sopravvivenza unica e sola dello spazio (come anche mi diceva quella voce al telefono) – world wide web che ci risucchia, e fa prigionieri. Download (Diary of the Dead). Upload. Tieni aggiornato il firewall, altrimenti potresti beccare il virus – che cancella ogni difesa, e fa partire l’autodistruzione. Spyware. Formattazione. Blackout. Nel finale, fin troppo chiaramente, Alma sta incubando il Trojan Horse. Versione Beta del Mondo. Dell’Uomo. Dell’Umanità. “Ci meritiamo di essere salvati?”. La Terra è In Trance (e tu, perdona il riciclaggio): Quando fuggiamo dalle strade / e dentro la nostra casa / la miseria accompagna / le sue cose più fatali / come il mangiare il libro il disco il vestiario il piatto la pelle il fegato che scoppia di rabbia la gola il panico / e un oblio di noi / inesplicabile / Sentiamo finalmente che la morte / converge qui / proprio come forma di vita / aggressiva (Glauber Rocha)