SPECIALE MOTHER’S DAY – Fotografie

“Que reste-t-il de nos amours?” sembra cantare Garry Marshall in Mother’s Day. Quasi un eco della celebre canzone di Charles Trenet. A cinque anni da Capodanno a New York, in cui il grande cineasta statunitense manifestava il suo disagio per ciò che restava degli amori in particolare e della commedia romantica statunitense in generale, con Mother’s Day questo sentimento si è amplificato ancora di più. Non è più il tempo di Leo McCarey (Un amore splendido) e Blake Edwards (Colazione da Tiffany), ma ormai neanche di Will Gluck (Amici di letto), Nick Hurran (Tutte le ex del mio ragazzo), Mark Waters (La rivolta delle ex). E’ il decennio scorso ma sembrano passati anni luce. E sembra lontana anche Natalie Portman che piange e canta Keep Bleeding nello strepitoso Amici, amanti e...(2011) di Ivan Reitman o anche dei detour luccicanti dello stesso Garry Marshall di Capodanno a New York.

---------------- inserzione pubblicitaria ---------------
---------------------------------------------------------------

jason sudeikis mother's daySi, in Mother’s Day si ride poco ma si sogna ancora. Non ci sono più le principesse del regista, non si vola in alto come in Pretty Woman o non c’è quel realismo dei sentimenti di Paura d’amare, il vertice massimo del cinema di Marshall. E il film si porta appresso il disagio non tanto di una commedia vecchia, ma quasi di un cinema che, nel panorama hollywoodiano di oggi, non si può o non si riesce più a fare e i cui residui sono solo nella serie tv Love di Apatow. Il cineasta, oggi 82enne, sembra ancorato a una vecchia idea di cinema sentimentale e gira come se realizzasse il film ancora negli anni ’80 o ’90. La parola ‘twittami’ diventa tecnologia avanzata, ci sono le foto su Instagran. Ma sembrano quasi i segni di un film lanciato nello spazio che ritorna poi indietro dal passato. Back to the Future.

---------------- inserzione pubblicitaria ---------------
----------------------------------------------------------------

Non c’è più la fluidità di Appuntamento con l’amore e Capodanno a New York. Anzi la struttura ad episodi fa fatica a collegarsi tra loro, ricorrendo a volte a visibili stratagemmi di sceneggiatura per far incontrare due personaggi come Sandy (Jennifer Aniston) e Bradley (Jason Sudeikis) in ospedale. Però, nella sua evidente, quasi dichiarata, macchinosità, Mother’s Day si surriscalda a temperature altissime. Si piange e si canta come Natalie Portman in Amici, amanti e… Nel frammento video di Jennifer Garner guardata dal marito, nella scena in cui Jennifer Aniston sotterra per un attimo l’ascia di guerra e da indicazioni alla nuova donna del marito su come fronteggiare l’attacco d’asma. Ma soprattutto il cinema di Marshall si rimette in gioco in un episodio da brividi con Julia Roberts – al quarto film col regista – donna in carriera ma infelice gestita ancora dal mago Hector Elizondo, ancora una volta decisiva figura secondaria come il direttore d’albergo di Pretty Woman e fantasma di una Hollywood alla Lubitsch degli anni ’40. Che sì, lo sai, può tirarti fuori da un momento all’altro il coniglio dal cilindro

jennifer aniston kate hudson mother's dayMother’s Day diventa accecante parte di remake, il frammento di un film che si poteva fare per intero. E lì scorre tutta la vita passata. E nel presente sembrano scorrere sotto gli occhi un album di fotografie. Di tutti i personaggi. Le vite degli altri. E le loro. Con tutti i sogni e rimpianti. Immortalate lì. Nelle foto delle figlie piccole che i genitori di Jessie (Kate Hudson) e la sorella guardano su un iPad. O quello di Julia Roberts. Che ha conservato tutti quelle della figlia. In tutti gli anni che non l’ha vista.

La festa della mamma è un altro finto spettacolo. In realtà è un film di una tristezza lacerante. Che ti si attacca addosso. La stessa tristezza, nostalgia di poter vedere ancora un cinema come questo ma non sai per quanto. Perché sei consapevole questo tipo di ‘commedia romantica’ è agonizzante, non sta bene. E forse sai che può morire da un momento all’altro. Que reste t-il de nos amours. E allora decidi di fare come con le persone che ami a cui sai che non resta molto tempo, Cerchi di passare più tempo possibile con loro. Catturare ogni momento, ogni secondo. Da vivere insieme. Da succhiare tutto il tempo che resta. In modo che la nostalgia sia sempre presente. Anzi ancora più forte. Ma non dovrà mai trasformarsi in rimpianto.