"Spider-Man 2", di Sam Raimi

Raimi, lo scultore dell'attimo in cui è riassunta una vita, si incolla a Peter Parker/Spiderman, inventandone rossellinianamente un anno zero da cui ripartire, un lavoro da riconquistare, una famiglia da creare forse… E allora Spiderman 2 ridiventa il luogo da cui ci si rimette in moto necessariamente

Di fronte alla fine del primo Spiderman abbiamo pensato che fosse giusto, necessario, che le vicende di Peter Parker si esaurissero proprio lì, nel cimitero illuminato dal sole, di fronte alle lacrime della donna che ama e che non può avere, al cospetto di una tomba che indica un percorso difficile, tortuoso, inestricabile. Pensavamo anche che il cinema a volte è più grande della vita, più giusto, e che certi momenti non vanno replicati, addizionati, ma cullati nel profondo del cuore, accarezzati quando la casa è buia e il freddo avanza. Sbagliavamo, evidentemente. Il cinema rinasce dalla morte, si fa scudo con i cascami della vita precedente, del ricordo, del passato, e poi…Poi nulla, il vuoto, il salto improvviso in un buio che conosciamo bene, che temiamo e che amiamo, un luogo di sofferenze e di gioie che battono incessanti i nostri appuntamenti, le nostre abitudini, le nostre debolezze. Il Peter Parker immaginato da quel meraviglioso bambino che non vuole saperne di crescere, appunto Sam Raimi, non ha paura di ridiscendere dal cielo, di incrociare le macchine urlanti del traffico, di ri/assistere infinitamente al ricordo di quel malvivente che fuggiva e che poteva essere fermato, di vegliare sul dolore composto e straziante della zia che a sua volta lo guarda, amandolo senza tempo. E' uno di noi, come gridavano banchettando i freaks di Browning, Peter Parker è uno di noi, un supereroe di una realtà che non ha niente di super, di extra, ma che rimane lì, aggrappata alla soglia di casa, affacciata sulla strade che ci portano al lavoro, quelle che ci ricordano qualcosa che avevamo rimosso, quelle che aprono spiragli sul futuro lubrificando i cardini del desiderio. Quello che nel primo Spiderman apparteneva alla sfera degli avvenimenti, qui si orizzontalizza, si appiana, diventa un sottofondo musicale che ci accompagna a passo nel blu degli occhi di Peter, quando il Raindrops Keep Fallin'On My Head di Bacharach scivola sul tappeto grigio dell'asfalto ridisegnando nuovi approcci e nuovi sensi. Lo ama troppo il cinema Raimi per non riempirlo costantemente dolcemente di vita. Appunto quella orizzontale, quella che Peter ad un certo punto del racconto riabbraccia senza pensarci due volte e che rivive con una libertà che non ha mai avuto, ed ecco Raimi, lo scultore dell'attimo in cui è riassunta una vita, pronto ad incollarsi al suo giovane amico, inventandone rossellinianamente un anno zero da cui ripartire, un lavoro da riconquistare, una famiglia da creare forse… E allora Spiderman 2 ridiventa il luogo da cui ci si rimette in moto necessariamente, un porto franco dove il nostro creatore/regista ci lascia per un'ultima infinita volta liberi di costruirci i secondi che ci separano dall'eternità (ci torna in mente lo Spielberg di A.I, il suo piccolo protagonista e allora tutto torna, ci troviamo veramente in quel cinema sempre più infantile e saggio che ci fa rileggere tutto il nostro mondo in chiave diversa), viaggiando e vedendo la realtà e continuandola a rivivere voracemente, senza sosta. E poi che metafora migliore della ragnatela potrebbe esserci per un regista/cantastorie/stregone che non si limita mai a filmare, ma che avviluppa, stringendo in un abbraccio tutto quello che vede, con un respiro caldo e partecipe capace di creare brezze umanistiche insostituibili come quella che spira sul chiarimento di Peter con la zia riguardo la morte del marito? Probabilmente nessuna, e il ragno/Raimi intanto continua  a tessere la sua tela, le sue diramazioni infinite e le sue moltitudini di vie che si intersecano creando un labirinto tenero e struggente che solo lui conosce e sa praticare. For the Love of the Game, certo, in quello strano gioco d'amore che siamo da sempre.

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Titolo originale: Spiderman 2


Regia: Sam Raimi

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Interpreti: Tobey Maguire, Kirsten Durst, James Franco, Alfred Molina, Rosemary Harris, J.K. Simmons


Distribuzione: Columbia Tristar Films Italia


Durata: 128'


Origine: Usa, 2004


 

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