Spiral – L’eredità di Saw, di Darren Lynn Bousman

Aggiorna con intelligenza le forme del franchise, tra uno sguardo al passato ed un inedito passo militante senza però riuscire ad essere davvero indipendente come vorrebbe

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IL NUOVO NUMERO DI SENTIERISELVAGGI21ST #9


A posteriori Spiral – L’eredità di Saw, soft reboot della saga del serial killer Enigmista dopo Saw: Legacy del 2017 ha tutti i tratti di una scheggia impazzita a contatto con il modo di intendere il cinema contemporaneo, fatto di piattaforme ed executive sempre più autori essi stessi dei film che producono. Spiral è infatti inscindibile da Chris Rock, suo attore protagonista, che ne ha curato il soggetto, ne ha rifinito la sceneggiatura, si è occupato di molti degli aspetti operativi della produzione. Al di là del ritorno del regista storico della saga Darren Lynn Bousman, Spiral pare dunque un film fuori tempo massimo, vicino agli star-driven movies degli anni ’80 e ’90, a tal punto è pensato sul corpo e sull’attorialità di Chris Rock, che qui si ritaglia il ruolo del detective Baxter, impegnato con il collega Schenk a dare la caccia ad un emulo del famigerato Enigmista, che ha preso di mira gli agenti del dipartimento di polizia.

Per rilanciare la storica saga horror si guarda dunque con intelligenza al passato, sia in termini produttivi che narrativi, in un gioco continuo tra ieri e oggi, tra ciò che era Saw e ciò che potrebbe essere. Spiral è infatti buddy movie dall’approccio felicemente sovversivo nei confronti del franchise, un thriller procedurale che non ha paura di mostrare i suoi debiti con Seven di Fincher ed in cui l’elemento horror porn finisce a tratti addirittura in secondo piano. Per certi versi, più che con il resto della saga, il film di Bousman ricorda dunque 48 Ore di Walter Hill, altro film pensato su misura della sua star Eddie Murphy. Come Murphy, anche Chris Rock è lasciato libero di esondare dal suo ruolo, come Murphy, soprattutto, Rock assurge a ruolo di rappresentante della blackness contemporanea. Non è casuale, quindi, che proprio a lui si debba il primo Saw perfettamente consonante con la temperie dell’America del Black Lives Matter. Spiral si struttura infatti in un ecosistema che trasforma la polizia da carnefice a vittima, che ingloba nel suo linguaggio certi formati centrali nello spazio mediale contemporanea come l’action cam e che gioca ironicamente rileggendo la simbologia della saga in chiave ideologica.

Spiral 2

Il film di Bousman è dunque un rabbioso pamphlet sulla police brutality che tuttavia sembra non riuscire ad assestare una vera zampata antisistema. È un po’ come se lo stesso Chris Rock non sapesse trovare il giusto equilibrio tra il suo sguardo militante ed il suo ruolo di creativo superpartes, colto evidentemente in controtempo tra un’invettiva anti-establishment e l’obbligata fedeltà a certi trademark della saga. A questo proposito non è difficile individuare, tra le pieghe del film, lo scontro costantemente in atto tra la sovversione e la tradizione, tra una militanza che a volte cade nel didascalismo pur di non perdere la presa delle argomentazioni ed una scrittura sempre più frettolosa, che nell’ultimo atto, quasi colta nel panico, spreca un promettente affondo per un facile colpo di scena in linea con la tradizione della saga.

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Se è indubbio che a Spiral vada riconosciuto un certo coraggio nel voler ripensare da zero una saga ormai esausta è indubbio che il film non riesca a liberarsi di una certa ambiguità di fondo. Il sospetto è che la riforma sia solo di facciata, tenuta a bada da un’inattesa spinta conservativa, che ha portato il film a soffocare tutta il vero potenziale della sua carica eversiva. E allora se è prevedibile che il progetto non sia riuscito a liberarsi fino in fondo dal peso di un executive che ha comunque diretto i lavori di Chris Rock, più problematico è riconoscere l’evidente rischio che elementi come la spinta ribelle del progetto ed il suo approccio militante possano passare per artefatti, forse più necessari ad intercettare lo zeitgeist del momento che a raccontare certi lati oscuri del presente o far sentire la viva e promettente voce di un creativo pronto a sporcarsi le mani pur di ricostruire da zero una delle saghe di maggior successo del cinema contemporaneo.

Titolo originale: Spiral – From The Book Of Saw
Regia: Darren Lynn Bousman
Interpreti: Chris Rock, Samuel L. Jackson, Max Minghella, Marisol Nichols, Zoie Palmer, Nazneen Contractor
Distribuzione: 01 Distribution 
Durata: 93′
Origine: USA, 2021

La valutazione del film di Sentieri Selvaggi
3

Il voto al film è a cura di Simone Emiliani

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Il voto dei lettori
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