Spy, di Paul Feig

Guarda di traverso Stanley Donen ma poi s’imbriglia. 007 il modello da guardare. La commedia d’azione al femminile punta tutto sul corpo di Melissa McCarthy con un continuo scarto tra parola e azione

Non è lo Spy del 1996. E ad unire i due film è solo il titolo. Se il film di Harlin si basava sulla velocità dell’azione, quello di Feig si muove sulla velocità della parola. Che corre impazzita, detta quasi il ritmo del film, costituisce un persistente sfondo sonoro. E, malgrado il look che sembra quasi British, non c’è però quella contagiosa follia della saga su Austin Powers.

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melissa mc carthy e jude law in spyPaul Feig costruisce Spy sul modello evidente di 007 e ciò è evidente sin dai titoli di testa. E poi auto di lusso, travestimenti, frequenti salti spaziali (Budapest, Parigi, Roma). E, per certi aspetti, sembra costruire il prossimo ideale James Bond che sostituirà Daniel Craig nella figura di Jude Law. Mentre Jason Statham viene quasi depotenziato e trasformato quasi in parodia comica, con un addio però alla Cary Grant quando va via sul motoscafo e grida “Arrivederci!”

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Anche Spy è ancora un cinema al femminile. Melissa McCarthy e Rose Byrne, due delle quattro damigelle di Le amiche della sposa, rubano intenzionalmente la scena ai due protagonisti maschili. Sembra riproporsi uno schema, anche se più trasversale, simile a quello del film precedente di Feig, Corpi da reato, che vedeva la McCarthy in coppia con Sandra Bullock. E per certi aspetti, l’agente speciale del FBI di quel film sembra reincarnarsi nel corpo, proprio nel momento che entra direttamente in campo, dell’analista della CIA di Spy. Lei, ex insegnante, è sempre dietro le quinte e gestisce dallo schermo di un PC le azioni più pericolose dell’Agenzia. Tra queste, c’è il compito di rintracciare un ordigno nucleare. Solo la figlia di uno scienziato che viene fatto fuori sa dove si trova. Ad un certo punto, dopo che un agente è sparito e l’altro è compromesso, si offre come volontaria per una missione sotto copertura.

jason statham in spyUn cinema di strane coppie che s’incrociano, una commedia d’azione che guarda di traverso anche Stanley Donen ma che poi s’imbriglia. Perché il cinema di Paul Feig non ha lo sguardo leggero ma è funzionale soprattutto a quei film con robuste sceneggiature come Le amiche della sposa. Punta ancora su Melissa McCarthy, ricucendone appositamente un ruolo fisico che possa abbinarsi alla sua scatenata comicità verbale, ma il suo corpo vincente era quello di Kristen Wiig. Qui si gioca sui frequenti cambi di look della protagonista, sul suo essere sempre spiazzata rispetto al luogo in cui si trova (la sua attesa dell’hotel di lusso a Parigi prima di arrivare a quello vero), sulla sua funzionalità quando è in azione (lancia la pistola e colpisce in testa un avversario dopo che si è accorta di aver finito le pallottole). L’ironia però è marcata e si vuol far passare per trasparente. La parola corre veloce. Ma la struttura del genere spionistico non gli sta dietro.

 

Titolo originale: id.

Regia: Paul Feig

Interpreti: Melissa McCarthy, Jason Statham, Jude Law, Rose Byrne, Bobby Cannavale, 50 Cent

Distribuzione: 20thCentury Fox

Durata: 120′

Origine: Usa 2015

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