Spy x Family, di Kazuhiro Furuhashi

Una spy comedy esilarante che lega Wilder a Kore-eda. Sfida l’idea per cui solo le famiglie legittime possono legittimamente costituire una famiglia. Uno degli anime dell’anno. Crunchyroll

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Esistono testi che operano secondo regole ben precise, codificate e strutturate secondo convenzioni (ormai) decennali, ma che sorprendono per l’originalità e l’intelligenza con cui si inseriscono negli spazi omologa(n)ti del genere di appartenenza, re-inventandone (o quanto meno re-visionandone) i codici a partire dalle loro stesse fondamenta. E seppur siano lontani da qualsiasi disegno di trascendenza, ne (ri)posizionano il contenuto in termini più diretti ed espansi, secondo cioè uno spirito (relativamente) radicale, che consente loro di giocare con la cornice filmica di riferimento sul terreno della più disincantata modernizzazione. È in questo senso che il nuovo anime di Wit Studio tratto dal manga di Tatsuya Endo, Spy x Family, si muove a partire dall’orizzonte (cinematografico, spaziale e politico) della spy story per contaminarne le (con)figurazioni storiche con le sue derivazioni più comiche e farsesche. Ossia attraverso quello stesso processo di variazione, che permette al racconto di ri-semantizzare le sue regole secondo tempi e modalità più in linea con le abitudini di consumo del giovane pubblico degli shōnen.

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15 BORSE DI STUDIO DELLA SCUOLA SENTIERI SELVAGGI

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Più vicino all’irriverenza wilderiana di Uno, due, tre rispetto alla lucida gravosità de Il ponte delle spie, Spy x Family iscrive i suoi intrecci comico-familiari sullo sfondo della Guerra Fredda, inquadrata nel suo centro d’azione immaginario. Le Repubbliche di Ostania e Westalis sono in guerra fra loro, divise nelle visioni politiche come nell’influenza territoriale. La città di Berlint è il segno di una spaccatura insanabile tra le due nazioni, nonché crocevia delle tensioni bellico-ideologiche, celate sotto l’ombra del conflitto spionistico. Per evitare la pericolosa corsa al riarmo, e riunificare il paese sotto la stessa bandiera, all’infallibile spia Twilight viene assegnato il compito più delicato e importante: portare a termine “l’operazione Stryx” e salvare così Westalis dai piani belligeranti del Generale Donovan. E per farlo Twilight dovrà assumere una nuova identità, e “creare” una famiglia fittizia in modo da avvicinarsi, sotto mentite spoglie, ai figli del nemico. Tutto senza rivelare ai suoi neo-famigliari le reali motivazioni alla base delle sue azioni.

E sui binari dei più smaccati parallelismi storici, Spy x Family relega così la politica ai margini della narrazione, per articolare un racconto dissacrante sui legami primari, e sui modi in cui strutturano il senso di familiarità. Come in Broker e Un affare di famiglia anche qui sono i rapporti simulacrali a tessere le file (animate) della storia, veri centri di diramazione semantici da cui transitano gli equilibri di genere, sempre più diretti verso i lidi della comicità. L’assenza di consanguineità nelle relazioni diventa qui il punto di partenza di un riposizionamento iconografico dell’immagine di “famiglia”, di cui l’anime cerca le referenze emotive negli orizzonti della sua stessa alternatività genealogica. Si viene così a creare uno spazio di gioco interno in cui le radici famigliari prestano costantemente il fianco alle più esilaranti ambiguità relazionali, attorno a cui ruotano le (re)azioni stravaganti dei tre personaggi – padre/spia, madre/sicario, figlia/telepate – attenti a celare le proprie identità al fine di preservare l’equilibrio nucleare.

 

E in Spy x Family a contare non è il fuori campo, ma ciò che è interno (e internalizzato). La società, il conflitto bellico o le tensioni esterne, sono funzionali solamente per le conseguenze che essi hanno sulla formazione della famiglia, che con le sue logiche intrinseche offre ai suoi componenti il riparo definitivo dagli attacchi esterni, oltre all’appagamento essenziale per le necessità più recondite: Loid/Twilight ha bisogno di una famiglia per salvare il mondo, e forse anche sé stesso; Yor per superare la solitudine del suo truculento mestiere, e trovare finalmente un posto dove sentirsi amata. E la piccola Anya per abbandonare la vita da orfana, e canalizzare così le sue abilità da esper in un fine superiore. L’insieme insomma di un’accozzaglia di misfits, che sul filo di relazioni tanto assurde quanto anticonvenzionali, sfida e decostruisce l’assunto per cui solo le famiglie legittime possono legittimamente costituire una famiglia. E in questo senso a Spy x Family interessano solo le ambiguità quotidiane: ritrovare cioè nelle bizzarrie comportamentali e linguistiche di un nucleo famigliare post-sanguineo il sentimento reale che intercorre fra i suoi (estranei) membri. Perché, in fondo, ognuno di loro ha qualcosa di ridicolo da nascondere. Ma nessuno può realmente evitare di aprirsi reciprocamente. Proprio come accade in una vera famiglia.

Titolo originale: id.
Regia: Kazuhiro Furuhashi, Takahiro Harada, Takashi Takagiri, Kento Matsui, Kenji Takahashi, Yosuke Yamamoto, Kazuki Horiguchi, Yukiko Imai, Toshifumi Akai, Tomoya Kitagawa
Voci: Takuya Eguchi, Saori Hayami, Atsumi Tanezaki, Hana Sato, Emiko Takeuchi, Hiroki Goto
Distribuzione: Crunchyroll
Durata: Stagione 1 (parte prima) 12 episodi da 24′
Origine: Giappone, 2022

La valutazione del film di Sentieri Selvaggi
3.8
Sending
Il voto dei lettori
5 (1 voto)
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Le Arene estive di Cinema a Roma

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