STAR WARS COUNTDOWN – Giochi stellari

Videogame e giochi di ruolo hanno giocato un’importanza fondamentale nella mitologia della saga lucasiana, in modo mai parassitario, ma sempre attento alla natura transmediale del progetto

C’è un legame a doppio filo che unisce i film della saga di Star Wars all’universo dei videogame: è facile comprendere come l’attacco finale alla Morte Nera nel Guerre stellari originale costituisca di per sé un modello estetico per tanti games a venire, da collegare idealmente alla corsa degli sgusci ne La minaccia fantasma – quasi una sorta di epigono, con cui Lucas ricontestualizza quell’estetica che nel frattempo ha dato i suoi frutti e viene così “riportata a casa”: un’autentica rielaborazione critica sui concetti della profondità di campo, della visione in soggettiva, di tutto ciò che contribuisca a rendere immersiva l’esperienza e si avvicini all’immaginario di una generazione giovane che ha magari imparato a conoscere la Saga spaziale attraverso i joystick o i joypad. Non stupisce perciò, che già nel 1982, quando la Trilogia Classica è ancora in fieri, venga creata la LucasArts, il ramo preposto alla realizzazione di videogame, inizialmente in collaborazione con Atari, e poi da sola.

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Se allarghiamo il nostro campo d’indagine a tutte le aree legate al gioco, possiamo inoltre comprendere come anche le varie controparti da tavolo o videoludiche non si limitino a un rapporto parassitario nei confronti della saga maestra. Al contrario, proprio questi ambiti favoriscono la possibilità di espandere un universo che, per esigenze narrative, nelle pellicole cinematografiche non può essere esplorato nella sua compiutezza. Buon esempio è lo Star Wars Roleplaying Game, pubblicato da West End Games nel 1987, che, fra i primi, provò a dare sistematicità alle informazioni sull’universo stellare, tanto da lucasartslogodiventare poi un’ottima base d’appoggio per la creazione dei romanzi di Timothy Zahn (la trilogia di Thrawn cui si è già fatto accenno altrove) e, di conseguenza, dell’intero universo espanso fatto di libri, fumetti e altri giochi. Allo stesso tempo – e sempre per tornare ai videogame – la LucasArts stessa ha ampliato l’arco temporale della saga con il videogioco di ruolo Knights of the Old Republic, ambientato 4000 anni prima degli eventi a noi più noti, durante i primi scontri fra Jedi e Sith, introducendo la carismatica figura di Darth Revan (il cui design mascherato anticipa quello del Kylo Ren che vedremo nel nuovo Il risveglio della Forza). La storia poi continua nell’MMORPG The Old Republic.

Nella saga action-adventure di The Force Unleashed (Il potere della Forza), invece, viene introdotto il personaggio di Starkiller, il sicario di Darth Vader, “interpretato” da Sam Witwer, autentico “milite ignoto” della Saga (sue anche le voci dell’Imperatore in Star Wars Rebels e del redivivo Darth Maul in Star Wars: The Clone Wars) – da notare che “Starkiller” era il nome originariamente pensato per Luke Skywalker, indice di una volontà che è sia votata all’esplorazione di nuove possibilità, che alla rielaborazione di altre già presenti nella mitologia. Sia The Old Republic, che The Force Unleashed si inseriscono in un flusso produttivo più ampio, fatto di fumetti, seguiti e derivazioni letterarie come le novelization pubblicate in Italia da Movieplayer.it.

Il rapporto procede quindi nei due sensi, con le creazioni originali di Lucas che influenzano e si lasciano influenzare dalle versioni ludiche: con l’avvento di Disney la LucasArts è stata chiusa, per assegnare i nuovi progetti a team esterni. Fra i primi titoli rilasciati c’è lo sparatutto Star Wars: Battlefront (pubblicato da Electronic Arts) che, seguendo l’impostazione nostalgica impressa dalla nuova dirigenza, si concentra sui soli luoghi della Trilogia Classica e sembra avverare davvero lo scenario parassitario evocato in precedenza, ponendosi in contraddizione con la volontà “espansionistica” dell’epoca LucasArts. Va un po’ meglio con la saga di Disney Infinity 3.0 (di Disney Interactive Studios) che comprende anche personaggi e scenari dei prequel e dell’amatissima serie animata Star Wars: The Clone Wars, con Anakin Skywalker e Ahsoka Tano. Ma l’impressione è che, per vedere qualche novità, bisognerà attendere un po’.

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