Steve Buscemi dirige Queer, da William S. Burroughs

Steve Buscemi dirige QUEER, da William S. Burroughs
Steve Buscemi torna alla regia dopo Mosche da Bar Animal FactoryLonesome Jim , e Interview con un adattamento di Queer di William S. Burroughs, firmato da Oren Moverman (regista di The Messenger e Rampart) e interpretato da Guy Pearce, Ben Foster e Kelly Macdonald

Steve Buscemi dirige QUEER, da William S. Burroughs

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IL NUOVO SENTIERISELVAGGI21ST #9


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Steve Buscemi
torna alla regia dopo Mosche da Bar (1996) Animal Factory (2000) Lonesome Jim (2005) e Interview (2007) e alcune puntate per diverse serie tv. Il suo nuovo progetto è un adattamento di Queer di William S. Burroughs, firmato da Oren Moverman (regista di The Messenger e Rampart).
Gli attori finora inclusi nel cast sono Guy Pearce (Wettest County, Prometheus) Ben Foster (30 giorni di buio, Here, Contraband) e Kelly Macdonald (Trainspotting, Non è un paese per vecchi, Soffocare, In the electric mist, Anna Karenina e con Buscemi in Boardwalk Empire)..

Moverman e Foster sono anche produttori, con la neonata Third Mind Pictures. Buscemi è coproduttore.

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Oltre che da Queer, scritto da Burroughs nel '52, ma pubblicato solo nel 1984, il film attingerà anche a Junkie (1953, da noi La scimmia sulla schiena) e The Yage Letters, 1963 (Le lettere dello Yage, per SugarCo, che ha pubblicato nel nostro paese la gran parte della produzione di Burroughs) che contiene il carteggio con Allen Ginsberg.

Guy Pearce, Kelly Macdonald e Ben Foster in QUEER, regia di Steve Buscemi"Nel romanzo non si cita esplicitamente la vicenda, ma è stato scritto proprio dopo il famoso incidente alla Guglielmo Tell. Noi siamo partiti proprio da questo momento" dice Moverman (nel 1951, a Mexico City, Burroughs sparò accidentalmente alla seconda moglie Joan Vollmer, uccidendola: un episodio rievocato anche ne Il Pasto Nudo di David Cronenberg).

Ultimamente c'è grande interesse verso la beat generation e i movimenti di controcultura legati alla letteratura e alla poesia statunitense dell'epoca: dal recente William S. Burroughs: A Man Within, di Yony Leyser, primo e unico documentario
postumo sul grande scrittore, a Urlo di Friedman & Epstein, da Magic Trip, in cui Alex Gibney recupera il materiale in 16mm girato da Ken Kesey e i Merry Pranksters, fino alla fiction di On the Road  (in uscita quest'anno).

Ecco intanto una descrizione di Queer, dal sito di Adelphi, che lo ha tradotto in italiano con il titolo Checca (ne esiste anche un'edizione SugarCo intitolata Diverso) e ripubblicato nel 2010 da Penguin in un'edizione speciale per il 25° anniversario.

"In una sterminata suburra, che Burroughs avrebbe poi definito «Interzona», e che qui va da Città del Messico, capitale mondiale del delitto («il cielo di un azzurro che si intona con i cerchi degli avvoltoi»), a Panama, Lee tesse la sua amorosa tela intorno a Allerton, un giovane ambiguo, indifferente come un animale. Si aggira in locali sempre più sordidi, bazzicati da una fauna putrescente, e così divagando, picaro alieno, ci regala schegge radioattive del suo nerissimo humour."
 

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