''Steve Jobs – L'intervista perduta'', di Paul Sen

"Microsoft è come McDonald's" sostiene Steve Jobs intervistato da Bob Cringley, in una puntata di 'Triumph of the nerds', del 1995. A due anni dalla morte del leader di Apple (5 ottobre 2011) in tutto il mondo eventi ne ricordano l'esperienza. Anche Roma si collega a questa rete globale attraverso l'iniziativa del Nuovo Cinema Aquila che, in collaborazione con Biografilm Collection, proietta Steve Jobs – L'intervista perduta (arriva dopo il biopic evento conclusivo del Sundance 2013). Ritrovata dopo diciassette anni dal regista, Paul Sen. Leggenda vuole sia stato trasmesso solo uno stralcio durante 'Triumph of the nerds', dieci minuti dei complessivi settanta.

 

Il resto – la storia della sua più grande visione – ci è restituito sotto forma di narrazione attraverso la voce e lo sguardo futuristi di Jobs. Emerge una figura per niente riconciliata con Apple (sono passati 10 anni dal suo licenziamento dalla mela californiana) – come invece sarà il discorso alla Stanford University di anni successivo – che a capo della NeXT sostiene candidamente "sto a guardare'" (dopo qualche mese Apple avrebbe acquisito NeXT e Jobs sarebbe tornato all'ovile).

E' la storia di un hippy più che di un nerd, come dice egli stesso (si è ispirato al movimento evitandone gli eccessi) sorprendendo l'incantato Cringley.

 

Ha visto oltre la realtà riuscendo nella scommessa più straordinaria: rendere tangibile l'inimmaginabile attraverso prodotti universalmente riconoscibili.

 

"Microsoft è una grande azienda, ma manca di uno spirito illuminato, per questo produce prodotti mediocri" – affermasenza remore Jobs.

"L'iphone non è solo l'oggetto che tutti vorrebbero. Rappresenta un modo di comunicare e comunicare oggi significa essere" – sostiene il fotografo Oliviero Toscani commentando la notizia che, da qualche giorno, la mela ha scalzato Coca – Cola come icona mondiale dei consumi. Sorpasso certificato dallo studio annuale interbrand. (Jobs restituiva i vuoti a rendere della bottiglie di Coca – Cola, per poter mangiare, una volta lasciato il college).

Quella di Apple è la realizzazione di un 'essere collettivo' di qualità' eterodiretto dalla folgorazione individuale del suo carismatico 'spirito guida'. "Ho imparato che l'idea è la realizzazione di una serie di compromessi'" dice Jobs, "si crede una buona idea costituisca il 90% di un buon prodotto, non è così', l'idea può anche essere geniale ma ci dev'essere rispondenza nel funzionamento di ciascuna delle parti impegnate nella sua realizzazione. Un'integrazione perfetta di ogni componente a lavoro". Per uno scopo simile servivano individui in grado di trasmettere il proprio spirito attraverso il progetto Apple. Per questo ha voluto una squadra di serie A. I migliori sono coloro che hanno resistito al suo stakanovismo. Le persone più brave "vanno sollecitate dicendo loro con chiarezza ciò che non va ma facendo comunque percepire l'importanza del contributo che danno ad un progetto collettivo'". "Il loro ego non necessita essere coccolato". Uno sciamano che ha realizzato la sua visione del futuro anticipandola di qualche decennio e che ha permesso a tutti, collaboratori e utenti, di far parte di quel sogno. Ha preso il meglio e lo ha sparso intorno a sè in modo che tutti potessero avere cose migliori, semplicemente pensando in modo differente e, conseguentemente, unendo i puntini del mondo – puzzle, come l'artista Mark Lombardi. Storia di un hippy che del movimento ha puntualmente evitato gli eccessi!

 

Titolo originale: Steve Jobs: The Lost Interview

Regia: Paul Sen

Interpreti: Steve Jobs, Robert X. Cringley

Origine: Usa

Distribuzione: Feltrinelli Real Cinema e Unipol Biografilm Collection

Durata: 70'