Sulla giostra, di Giorgia Cecere

Giorgia Cecere torna con una storia ambientata in Salento, un romanzo di formazione umana sui valori che danno sapore alla vita e tocca i suoi punti nevralgici. Presentato in anteprima al Bifest 2021

Il terzo lungometraggio di Giorgia Cecere continua ad indagare il mondo con occhi innocenti. Continua ad agitare i silenzi e le pause, l’attesa e la pazienza. Usa i tempi della vita, fatti di parole e gesti comuni, spesso incompresi, per percepire la magia. È un cinema affettuoso, fatto di piccole attenzioni, di abbracci e strette di mano furtive o fortuite, di incontri casuali. Incontri che possono cambiarti la vita e renderla meno amara, finanche felice. Per girare Sulla giostra la regista cambia latitudine e torna al sud, in Salento, nei posti già vissuti all’esordio con Il primo incarico, dopo la parentesi di In un posto bellissimo ambientato ad Asti, l’occasione di una nuova collaborazione insieme a Pierpaolo Pirone, già coautore in tutti i titoli precedenti. Torna nella terra dove è nata. La delicatezza resta uguale, una capacità di raccontare i conflitti nei margini teneri di un’ostinazione nobile, e tutta la gioia possibile per la vita, fatta di insuccessi e conquiste, possibile solo a patto di ricordarsi di avere un cuore. Che batte sotto il rumore degli impegni impellenti, e ritrova sé stesso guardando per un istante verso il mare, nel profumo del caffè mattutino, nel sapore di una giornata uguale, eppure così diversa.

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Le protagoniste del film sono due, Ada interpretata da Lucia Sardo, nei panni di una governante decisa a non rassegnarsi alla vendita della casa dove ha sempre vissuto. Ed Irene, Claudia Gerini, una donna in carriera che lavora nella capitale come produttrice cinematografica, incaricata di farla ragionare, vittima di una crisi economica ma soprattutto umana. Attorno alle loro figure si muovono gli altri personaggi, l’agente immobiliare Gianni, il figlio di Irene, il suo ex marito, ed altre apparizioni più sottili e comunque decisive. Più di un album da sfogliare quelle mura diventano un angolo adatto a svegliare le emozioni rimosse, e prendere coscienza delle rinunce indotte dalla trance contemporanea, nella corsa sfrenata della competizione.

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Un ritmo sgonfiato, rassicurante, che lascia ai problemi lo giusto spazio, senza lasciarsi sopraffare, nella consapevole certezza di avere delle priorità come l’amicizia, l’amore, le buone maniere, la gentilezza. Non il paradiso perduto, soltanto un rifugio da coltivare, non certo da abbandonare a cuor leggero. Luoghi nei quali ancora è possibile essere riconosciuti per strada ed onorati di un saluto, magari di un poeta o di un vecchio filosofo, piccoli paesi abituati a dare una festa in ogni occasione per non dimenticare quanto è bello stare insieme a ballare e cantare, e non per questo essere provinciali od obsoleti. Realtà transitorie, scandite dalle esigenze biologiche, meno ossessionate dalla velocità, schiave una decadenza lieve bagnata dal nettare dell’abitudine. Sulla giostra sembra proprio una cura. Adatta all’imbarazzo, alle urgenze immaginarie, alle malattie della modernità. Sposta l’orologio sui bisogni primari, rimuove la visibilità momentanea, interessata, in cambio di uno sguardo più lungo. Un’occhiata piena di dolcezza, una carezza anche maliziosa, ma sincera. Sullo schermo scorre un romanzo esistenziale, di formazione sensibile, per arrivare ad un obiettivo nascosto, lontano ed ambizioso, verosimile accordando fiducia alle persone, anche quando quella fiducia è stata tradita mille e mille volte, per non trasformarsi nei mostri che vengono a farci paura.

Regia: Giorgia Cecere
Interpreti: Claudia Gerini, Lucia Sardo, Alessio Vassallo, Paolo Sassanelli
Distribuzione: Notorious Pictures
Durata: 105′
Origine:
Italia, 2021

La valutazione del film di Sentieri Selvaggi
3.6

Il voto al film è a cura di Simone Emiliani

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Il voto dei lettori
3.2 (10 voti)
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