Sulla stessa onda, di Massimiliano Camaiti

Un teen-movie adolescenziale che vira verso il dramma in una confezione studiata a tavolino con protagonisti intimiditi e musica invadente. E l’immedesimazione è lontana. Su Netflix

Una sera d’estate come tante altre sull’isola di Favignana. Un gruppo di teenageer sono sulla spiaggia. Sara e Lorenzo si incrociano. Lui le ruba l’ultima birra rimasta. Poi c’è una sfida. Bisogna saltare il falò. Nessuno lo fa fino a quando non si fa avanti la ragazza. Sulla stessa onda, opera prima di Massimiliano Camaiti in programmaziome su Netflix, parte come un classico teen-movie adolescenziale. I due protagonisti si innamorano durante un corso di vela. Tornati però a Palermo con l’inizio dell’anno scolastico, Sara diventa sfuggente. La ragazza infatti nasconde un segreto; è affetta da distrofia muscolare e la malattia sta peggiorando. Lorenzo però non si arrende e fa di tutto pur di poterla incontrare di nuovo.

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Sulla stessa onda inizia come una commedia balneare con nostalgie anni ’80 tipo Windsurf – Il vento nelle mani e poi vira verso il dramma. Alcuni punti di riferimenro potrebbero essere teen-movie sulla malattia come Colpa delle stelle o Il sole a mezzanotte. Si assiste infatti al processo degenerativo della malattia di Sara a cominciare dal malore che l’ha colpita in barca e l’appoggio della sua famiglia. I due protagonisti appaiono spesso incantati. Lorenzo guarda la ragazza come colpito da una visione. Lui le dice che la madre è morta e lei resta imbambolata per qualche secondo prima di accennare a una reazione. La prova dei due protagonisti Elvira Camarrone e Christian Roberto appare fin troppo intimidita. Lei si era già vista in Era d’estate nei panni di Lucia Borsellino, lui nel fantasy Grotto e nelle fiction La vita promessa e Baciamo le mani. A non risultare credibile è soprattutto la loro rabbia, che procede a scatti e su scene appositanente studiate a tavolino come nella reazione di Lorenzo dopo che è venuto a sapere della malattia della ragazza.

Caimati ha certamente una mano leggera per raccontare una storia di un amore adolecenziale tormentato ma Sulla stessa onda è così lieve da risultare fragilissimo e che può cadere da un spezzarsi da un momento all’altro. A confronto, è apparsa ben più incisiva la dimensione sognante di Sul più bello di Alice Filippi. Ci sono alcuni momenti spontanei come la gita sugli scogli o la gara della regata del Golfo. Però il sospetto generale è che sia una confezione prevalentemente studiata a tavolino: il mare, il cielo, i tramonti la colonna sonora di Yakamoto Kotzuka che entra sempre al momento giusto e sottolinea in modo marcato, ai limiti dell’invadenza, alcuni momenti chiave come il malore di Sara per strada. Le figure dei genitori sono sospesi tra il dramma che stanno vivendo e il tentativo di sdrammatizzarlo evidente gli occhi impauriti di Donatella Finocchiaro e l’assenza silenziosa di Corrado Invernizzi nei panni dei genitori della ragazza. E a un certo punto, Sulla stessa onda perde il controllo: il malore in discoteca, la creazione del cattivo di turno con dialoghi come “Tu senza di me non hai nemmeno i soldi per comprarti un giubbotto” e l’animazione degli uccelli in soffitto. La favola resta solo nelle intenzioni e l’immedesimazione con la storia di Sara e Lorenzo è sempre più lontana.

 

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Regia: Massimiliano Camaiti
Interpreti: Elvira Cammarone, Christian Roberto, Donatella Finocchiaro, Vincenzo Amato, Corrado Invernizzi, Manuela Ventura
Distribuzione: Netflix
Durata: 99′
Origine: Italia, 2021

La valutazione del film di Sentieri Selvaggi
2

Il voto al film è a cura di Simone Emiliani

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Il voto dei lettori
2 (2 voti)
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