Sulle ali dell’avventura, di Nicolas Vanier

Nel nuovo film di Nicolas Vanier il road movie ed il coming of age si fondono per raccontare un rapporto padre-figlio sbocciato tra le nuvole. Quelle oche andavano portate in salvo…

Christian è uno scienziato visionario specializzato nello studio delle oche selvatiche. Il mondo contemporaneo, in pieno Antropocene, è diventato particolarmente ostile per molte specie animali e così anche il più piccolo gesto può risultare determinante per la salvaguardia dell’ecosistema.

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Sulle ali dell’avventura è allora il resoconto di un piccolo (grande) gesto, la trasposizione cinematografica di una storia vera in cui i protagonisti sono gli animali e gli uomini, finalmente alleati.
Il figlio di Christian sembra incarnare alla perfezione il distacco delle nuove generazioni dall’elemento naturale. Si rinchiude in camera consumando videogame ed ai suoi occhi l’impresa del padre somiglia più al delirio di un pazzo che all’effettiva missione di un biologo.
Poi però qualcosa cambia nel rapporto tra Christian e suo figlio Thomas. Le cose in famiglia non vanno alla grande e l’idea di arrivare fino in Norvegia per insegnare alle oche le future rotte migratorie non pare più un’idea così strampalata.
A quasi sette anni dal primo Belle & Sebastien, il regista francese Nicolas Vanier torna a parlare di infanzia e, proprio come in quel film, anche in Sulle ali dell’avventura gli elementi chiave sono la natura (all’epoca erano le Alpi, ora i paesaggi norvegesi) ed i rapporti familiari da ricostruire.

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Quasi come se il mondo, con le sue meraviglie, possa colmare i vuoti lasciati da un genitore. E allora, la natura gioca davvero il ruolo di Madre.
Sulle ali dell’avventura però è anche il racconto di un padre che ritrova il dialogo con il figlio, che impara a conoscerlo ed a nutrirsi della reciproca stima. Il road movie pensato da Vanier è dunque, allo stesso tempo, sia un’occasione per raccontare l’Europa fisica dei laghi francesi e dei fiordi norvegesi, ma anche un coming of age in cui a crescere non è soltanto Thomas. Ed anzi, il cambiamento più evidente all’interno dell’intera sinossi è proprio quello di Christian-padre, inizialmente tratteggiato come un uomo tra le nuvole – è il caso di dirlo!- poi gradualmente convertitosi ad una maggiore consapevolezza del proprio ruolo.
Ma forse è proprio questo cambiamento plateale, questo ripensamento già scritto dei rapporti familiari a convincere poco nella sceneggiatura del film. Di certo l’intento di Sulle ali dell’avventura è quello di avvicinare il pubblico teen per sensibilizzarlo in riguardo a tematiche fortemente attuali (ammesso che le nuove generazioni, quelle dei Fridays for Future, non ne sappiano giù più di ‘noi’, in materia).
Ma alla luce di quanto visto, non c’è forse il rischio che la libertà evocata nel titolo deflagri poi in un plot decisamente più ordinario e prevedibile?

 

Titolo originale: Donne-moi des ailes
Regia: Nicolas Vanier

Interpreti: Jean-Paul Rouve, Mélanie Doutey, Louis Vazquez, Fred Saurel, Lilou Fogli
Distribuzione: Lucky Red 
Durata: 113′
Origine: Francia, 2019

La valutazione del film di Sentieri Selvaggi
2.5

Il voto al film è a cura di Simone Emiliani

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Il voto dei lettori
3.67 (6 voti)
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