Sun Don't Shine: tra Badlands e Two-Lane Blacktop, road movie in una Florida oscura

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Sun don't Shine: un road-movie a basso budget, girato in 16mm, con due giovani amanti in fuga legati da un segreto, dal senso di colpa e dalla loro stessa crescente paranoia. Il film, presentato al SXSW Festival 2012 e recentemente al Rooftop Films di New York, viene sintetizzato così: "Le brave persone possono fare cose cattive", un po' come in un altro film recente che intreccia dramma psicologico e vasti paesaggi, The Loneliest Planet.

Sun Don't Shine di Amy SeimetzSun don't Shine è una storia in cui tutto è ridotto all'essenziale, dal periodo di tempo descritto nel film, meno di 24 ore, alle location (una strada, una stanza di motel, un bar), basata sulle intense performance dei protagonisti: Crystal (Kate Lyn Sheil) e il suo fidanzato Leo (Kentucker Audley).

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I due compiono un viaggio teso e misterioso, quasi un sogno fatto in preda alla febbre ma sostenuto da un impianto realistico, in un'estate torrida, attraverso un paesaggio rurale desolato, bello di una bellezza spettrale e angosciante: quello del centro della Florida, dove è cresciuta la regista, la giovane texana Amy Seimetz (attrice premiata al Fantastic Fest per l'horror A Horrible Way to Die, vista anche in You're Next sempre di Adam Wingard, Tiny Furniture e in Alexander The Last, prodotto da Noah Baumbach) qui al suo esordio dietro la macchina da presa.

"La Florida è la mia infanzia, un luogo dove avvengono delitti selvaggi come le sue paludi, un posto totalmente pazzo e squallido. Ma è anche una zona che ha una sua bellezza, una sua energia. Non conosco nessuno che sia in disaccordo: perfino la Florida Film Commission lo sottolinea, invitando i registi a girare delle crime stories. In Florida si fugge, dalla Florida si fugge. Ecco perchè il film è ambientato lì".

Mentre percorrono la costa del Golfo, iniziano a emergere a poco a poco dettagli inquietanti sul vero motivo del viaggio di Crystal e Leo, rivelando l'inquietante passato di lei e il futuro della coppia, non meno inquietante.

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Sun Don't Shine di Amy Seimetz - poster"Questa storia è come una pentola a pressione" racconta Amy. "Crystal e Leo sono in questa automobile senza aria condizionata, sotto un sole brutale. Abbiamo girato a mezzogiorno, con la luce solare diretta, la massima umidità e i nostri attori sottoposti a un forte stress".

Per scrivere il personaggio di Leo, la regista si è rifatta a Two-Lane Blacktop di Monte Hellmann, al modello maschile duro, calmo e silenzioso dei film degli anni '70, ma anche al Martin Sheen di Badlands. Kentucker Audley, che lo interpreta, non è un attore, ma un filmmaker sperimentale.
"Per Crystal invece abbiamo scritto un ruolo esplosivo, contraddittorio, una vera e propria palla di fuoco emotiva. Per entrambi comunque ho inserito degli atteggiamenti infantili: quando si sperimenta qualcosa di molto traumatico, si ritorna a essere bambini, si diventa irrazionali, capricciosi, possessivi."

Come attrice, la Seimetz ha lavorato anche in All That She Surveys, scritto dal regista sperimentale James Benning: in una recente intervista rilasciata a  Greencinedaily, Amy cita RR, del 2007, ipnotico film in 16mm diretto proprio da Benning, come una delle opere che l'hanno maggiormente influenzata dal punto di vista del sound design: "Il suono di quei treni è fortissimo, non so come lo abbia registrato, ma anche meditativo e lontano, e in sè contiene tutti gli altri suoni che si percepiscono stando distanti a guardare dei treni. Mi piace l'idea di ottenere un suono molto semplice, due o tre elementi, come dei passi, le cicale, la pioggia."

Tra i produttori esecutivi di Sun Don't Shine figura Shane Carruth, il regista di Primer, vincitore del Gran Premio della giuria al Sundance nel 2004, che è autore anche dei titoli di coda. La giovane produttrice di Sun don't shine, Kim Sherman , figura tra i 25 nuovi volti del cinema indipendente da tenere d'occhio, nella lista 2012 di Filmaker Magazine.

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