Sundance 2011
Al Sundance quest'anno famiglie disturbate e crisi religiose sono di casa. Iniziamo dal fondamentalismo religioso: è al centro di Red State di Kevin Smith, ma viene affrontato anche in Higher Ground, primo film da regista di Vera Farmiga

Dietro le quinte di THE WOMAN di Lucky McKee, al Sundance 2011
Ancora un corpo femminile, particolarmente pericoloso, è al centro del nuovo horror di Lucky McKee, regista di May (presentato a Park City nel 2002) innamorato della satira e dell'horror old school: in The Woman narra l'incontro tra il disturbato cacciatore e padre di famiglia Christopher Cleek (Sean Bridgers – True Blood, Deadwood) e una donna selvaggia che vive nei boschi del Maine. La naturale reazione dell'uomo è catturare la donna (Pollyanna McIntosh, Burke & Hare) e imprigionarla nell'idea di civilizzarla con l'aiuto di tutta la famiglia: una moglie fragile (la bravissima Angela Bettis) figlie riluttanti e un figlio ansioso. Naturalmente finirà in carneficina…
Come promette la sinossi rilasciata dal Sundance, il film di McKee “rivisita sardonicamente la classica storia di Pigmalione passando attraverso il tema dell'abuso, la crisi della famiglia e il dolore adolescenziale”. Il film prosegue la narrazione del non eccelso Offspring di Andrew van den Houten: il soggetto originale è infatti dello scrittore americano Jack Ketchum, già sceneggiatore di The Girl Next Door di Gregory Wilson, del 2007, e di Red di Trygve Allister Diesen e Lucky McKee (2008).
Restando dalle parti dell'horror d'ambientazione rurale desta qualche curiosità The Oregonian, di Calvin Reeder: dal trailer
Altro semiesordiente (ha all'attivo documentari e clip musicali) altro paesaggio remoto (stavolta australiano), altra famiglia difficile: Brendan Fletcher porta a Park City il lungometraggio Mad Bastards. I pazzi bastardi del titolo sono TJ e suo figlio tredicenne, che è sulla strada giusta per assomigliargli. I due si mettono in viaggio per raggiungere il padre di TJ Tex, poliziotto dalla vita difficile. Racconto trasversale di tre generazioni, con

All'interno di una fattoria si svolge Septien di Michael Tully, attore e regista al secondo lungometraggio dopo Cocaine Angel (2006): Septien, al Sundance tra le proiezioni di mezzanotte, promette di raccontare una storia di psicosi familiare: Cornelius Rawlings (lo stesso Tully) scomparso senza lasciare traccia da 18 anni, torna alla fattoria di famiglia per riunirsi ai suoi fratelli eccentrici e emotivamente danneggiati. I genitori sono morti da un pezzo: restano Ezra (Robert Longstreet, anche cosceneggiatore), interessato a due cose: l'igiene compulsiva e Gesù, e Amos (Onur Tukel) artista autodidatta affascinato dallo sport e da Satana. I due vivono insieme al bracciante Wilbur, che dorme in un pneumatico sul retro della casa. Lo strano isolamento della famiglia verrà messo in crisi da un guasto idraulico e dall'arrivo di un tecnico, Red "Rooster" Rippington, e della sua minorenne Savannah (Rachel Korine, angelica e giovanissima moglie di Harmony) che si scoprirà collegato al passato dei protagonisti. Si aggiunga l'arrivo di un misterioso vagabondo, Jackson, che sarà cruciale perchè i fratelli Rawlings possano liberarsi dei loro demoni una volta per tutte.
Infine, un altro debutto come regista di un attore: l'inglese Paddy Considine (In America, Cinderella Man, The Bourne Ultimatum, Hot Fuzz) porta al Sundance il suo Tyrannosaur, storia d'amore non convenzionale di due anime perdute, interpretato dallo scozzese Peter Mullan (attore per Ken Loach, regista di Orphans e Magdalene) nei panni di Joseph, un uomo tormentato e autodistruttivo che cerca la salvezza e la redenzione in Hannah (Olivia Coleman) impiegata in un centro di beneficenza cristiano. Presto Joseph si accorgerà che la vita di Hannah è tutt'altro che pacificata.
Appuntamento al Sundance 2011 dal 20 al 30 gennaio.
Higher Ground, di Vera Farmiga
The Woman, di Lucky McKee
The Oregonian, di Calvin Reeder
Mad Bastards, di Brendan Fletcher
Septien, di Michael Tully
Tyrannosaur, di Paddy Considine