"SuXbad – 3 menti sopra il pelo", di Greg Mottola

Questo film tragico, disperato, spietato, è il capolavoro terribile di chi ha deciso di ritrarre una generazione di smidollati. Basiti, allarghiamo le braccia davanti alla messinscena di un mondo che consegna ai propri figli una visione nera, desolata e accettata come tale della vita, dell’amore, dell’adolescenza, dell’amicizia. E non c’è proprio niente da ridere. 

“Ti ricordi che meraviglia

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la festa delle medie?”

 

"It's so difficult to shock America these days": ci è finalmente chiara la verità su Judd Apatow, mente pensante dietro ad operazioni come questo Superbad, Ricky Bobby, 40 anni vergine, e i successi d’oltreoceano (in arrivo da questa parte dell’Impero) Walk Hard e Knocked Up (“Molto Incinta”) – il suo cinema travestito da commedia demenziale abbastanza classica è in realtà una feroce requisitoria morale e sociale: e Superbad, questo film tragico e disperato, spietato e senza luce, è il capolavoro terribile e agghiacciante di chi ha deciso di ritrarre una generazione di smidollati. Da restare basiti, allargando le braccia: le disavventure affrontate dai tre nerds per poter accedere alla festa ultracool organizzata dalle tre ragazzine per cui stravedono, tutte volte al riuscire ad acquistare alcolici pur non avendo 21 anni (qui quell’emoticon con gli occhi sbarrati sostituirebbe al meglio ogni affermazione), si sublimano nella rabbrividente sequenza che avrebbe fatto la gioia di uno come Stanley Kubrick in cui il terzetto si contende una preziosa bottiglia di vodka con un senzatetto che la brama violentemente – tra Arancia Meccanica e Odissea Nello Spazio, i drughi quasi picchiano il clochard, e la bottiglia vola via roteando in aria al rallentatore come l’osso-arma del primate. Il vuoto degli ideali del ciccione costretto a recitare da ciccione e del suo personaggio che da piccolo non riesce a non cedere alla tentazione di disegnare peni in erezione sui fogli dei quaderni di scuola, è espressione suo malgrado di un apologo morale – e, vogliamo esagerare, moralista – in cui la pattuglia di sbirri (Seth Rogen, anche sceneggiatore nonché abituale compare di Apatow, e Bill Hader direttamente dal Saturday Night Live) è una coppia di idioti ubriaconi e irresponsabili che irrompendo nel party pronuncia battute del tipo “siate pronte ad essere deflorate dal ca**o violento della legge…”: e la forza di denuncia di Greg Mottola (prima di Superbad, soprattutto serie tv) cancella ogni parvenza di umanità e sentimento anche nella controparte femminile, ridotta a contenitore di fluidi (sangue mestruale che macchia i jeans, vomito post-ubriacatura folle) da sottomettere e violare unicamente grazie al fondamentale aiuto ‘conquistatore’ di altri liquidi (vari liquori mischiati in una tanica da benzina…). La parvenza di anima del finale con passeggiatina romantica nel centro commerciale potrebbe riportarci per un attimo alla mente lo struggente Mallrats di Kevin Smith, ma la galleria di mostri post-umani alla deriva disegnata da Apatow/Mottola/Rogen è ben lontana dall’umanesimo dimostrato nelle delizie ‘teen’ di Smith (tra cui lo stupendo episodio pilota per la serie tv Reaper che vi consigliamo di recuperare): qui siamo dalle parti della messinscena di un mondo che consegna ai propri figli una visione nera, desolata, desolante e accettata come tale della vita, dell’amore, dell’adolescenza, dell’amicizia. In Superbad non c’è niente, ma proprio niente da ridere. Forza Panino.

 

Titolo originale: Superbad

Regia: Greg Mottola

Interpreti: Jonah Hill, Michael Cera, Christopher Mintz-Plasse, Seth Rogen, Bill Hader, Emma Stone, Martha MacIsaac
Distribuzione: Sony Pictures Releasing Italia
Durata: 114’
Origine: USA, 2007

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