L'esordio del regista, due storie di autodeterminazione con un legame onirico, affoga in un mare di citazioni che rischiano di travisare il discorso che il film stesso imposta
Al corpo di Meir-Mirren è delegato il compito del successo. In questo modo però, la questione israelo-palestinese viene totalmente appiattita. Berlinale Special
Un film dotato di molti piani di lettura, un piano di racconto che non cerca domande o risposte immediate, e più dei corpi sembra voler catturare lo spirito dei personaggi. Concorso.
L'Adamant è un centro diurno per persone con disagio mentale, nel pieno centro di Parigi. Un documentario osservazionale, animato e reso vivo da uno slancio empatico immediato. Concorso
Un bug trasforma un ambiente smart in territorio ostile nel quale un ladro, bloccato, cercherà di sopravvivere. Straordinario Willem Dafoe in un film dalla precisione mortifera. Panorama
Un'animazione artigianale in 2D non sorregge adeguatamente una storia in cui non ci si riesce a immedesimare, se non in qualche raro momento. Concorso.
Il terzo film del regista brilla nella sua imprecisione, e lo mette al vertice di una poetica sempre più definita, aiutata dalle interpretazioni di Mia Goth e di Alexander Skarsgård. Berlinale Speci
Un noir nel deserto in bianco e nero che però resta intrappolato nei suoi paesaggi e solo la prova di Simon Baker riesce a creare quel minimo di suspense. Concorso.
Makoto Shinkai sembra andare in direzione della pura fantasia. Ma ribadisce, comunque, l'esigenza di tornare sulla terraferma, al dato naturalistico e quotidiano. In concorso #Berlinale73
Parte come una commedia sentimentale, poi il film si rivela un percorso di educazione sentimentale e alla vita, che deve passare necessariamente per il travaglio del negativo. In concorso #Berlinale73
Un film sulla transizione sessuale vissuto dal di dentro, probabilmente pensato a lungo, sorretto da due ottime protagoniste ma eccessivamente trattenuto e forzato nelle metafore. Concorso
Yn'ode al popolo ucraino e al suo leader Zelens'kyj. Peccato che il documentario non faccia una riflessione sulla sottilissima linea che divide lo spazio artificiale da quello reale. Berlinale Special
Una rilettura del mito di Edipo dagli anni '80 ai giorni nostri più rigida che austera, un'altra tappa coerente di un cinema che non si concede. Bisogna scegliere da che parte stare. Concorso.
Il nuovo, splendido film di Bas Devos è semplice, come la vita dopo la stanchezza. Una storia di sguardi e silenzi, quasi un film muto, ma sempre coniugato al presente. Encounters
Troppo altezzoso per essere popolare, troppo poco coraggioso per essere sperimentale. L'interpretazione di John Malkovich è così (quasi) solo monologo. Berlinale Special.
Gibney incontra il grande tennista tedesco e racconta la sua esemplare parabola di ascesa e caduta. In un documentario in due parti per Apple. La prima presentata in anteprima Berlinale Special Gala
In una Budapest distopica si snoda il dramma di un marito che non accetta la dipartita (volontaria) della moglie. Un film troppo squilibrato, seppur pieno di spunti. Encounters
L'esordio di Giacomo Abbruzzese, due storie di autodeterminazione con un legame onirico, affoga in un mare di citazioni che rischiano di travisare il discorso che il film stesso imposta
Un biopic canonico, senza slanci e (quasi) senza sorprese che scorre anche dignitosamente. ma è decisamente superato. Solo Vicky Krieps riesce a ravvivarlo senza però infuocarlo. Concorso.
Regista e protagonista del film in concorso alla Berlinale hanno raccontato alla stampa della lunga lavorazione di Disco Boy, della sua ricerca dell'astratto e del ballo come unione
Dal romanzo di Roddy Doyle, un cartoon che trova il giusto equilibrio tra fiaba, commedia e dramma e riesce ad essere essenziale, intelligente e coinvolgente. Generation Kplus
John Trengove cerca di scavare nella profondità di un uomo dai mille nodi irrisolti, per svelare tutte le tensioni nascoste dietro la “cultura” maschilista. In concorso alla #Berlinale73
Lascia scorrere il fluire delle 'cose della vita' senza forzare mai la mano. Nei suoi tanti echi Nouvelle Vague, un film sulla ricerca della felicità intimo e, a volte, toccante. Concorso.
Da un'incredibiile storia vera raccontata dal libro di Jacquie McNish e Sean Silcoff, un film ostaggio della sua narrazione che lascia in secondo piano i protagonisti rispetto alla storia. Concorso.