Il piacevole e inaspettato twist finale ribalta le sorti di un film altrimenti affossato da una storia poco incisiva e dalla scarsa credibilità della coppia protagonista
Dieci anni dopo Era d'estate, la regista torna con un film rigoroso sul maxiprocesso e dal piglio didattico, che però fa più fede al discorso teatrale che a quello cinematografico
Nel disequilibrio tra le due storie si rintraccia il difetto maggiore del film a causa di una scrittura ingombrante spesso con dialoghi e frasi di troppo. Brava comunque Tecla Insolia.
Ha l'ottima intuizione di nascondere il corpo e le forme di Valeria Golino e di esaltare la sensualità di Saul Nanni, lasciando sempre l'atto sessuale fuori campo. VENEZIA 82. Giornate degli Autori
La storia della latitanza di Matteo Messina Denaro è rimodellata con la libertà di una rilettura che può rischiare anche il tradimento, ma che è un sano atto di coraggio.
Un'opera a tratti sboccata e mai realmente rivoluzionaria, che gioca però consapevolmente le proprie carte pescando dalla tradizione horror e lavorando sul corpo deformato di Sydney Sweeney.
Castellitto e Lundini in un film riuscito e on the road, infarcito di un afflato favolistico e accompagnati dal brano inedito “La vita com’è” di Brunori SAS.
Un horror cupo e dall'ambientazione lugubre che gioca molto bene con le convenzioni del genere ma perde il filo nella seconda parte. Ispirato da una misteriosa leggenda abruzzese.
Maradona, Fellini, il cinema che stavolta è senza difese, che balla tra cattiveria pura, battute da commedia all'italiana e un dramma che gela il sangue e sconvolge la testa.
La storia vera di Elisa Girotto diventa in un improbabile dramma fantasy con una sceneggiatura che vorrebbe creare l'illusione di un incontro impossibile ma poi lo marca a uomo con dialoghi forzati.