Al regista non interessa tanto la costruzione del mistero quanto piuttosto indagare il microcosmo del cantiere come buco nero. Ed è proprio l'elemento sci-fi a stonare di più
Da un ricordo autobiografico del regista belga, un film ispiratissimo, tesissimo ed emozionante. Intimo e con la tensione di un thriller. Con un finale magnifico. #RoFF20. Progressive Cinema
Regista e attore protagonista del film in concorso a Orizzonti raccontano mitologia e metafora politica della loro opera. Grand Ciel arriva in sala in italia a febbraio 2026 con No.Mad Entertainment
Al regista non interessa tanto la costruzione del mistero quanto piuttosto indagare il microcosmo del cantiere come buco nero pronto a divorare una classe sociale ormai disunita. VENEZIA 82. Orizzonti
Prosegue l'indagine sentimentale del cineasta francese, il gioco di incontri, di felicità promesse e di slanci trattenuti. Il tono è lieve, delicato ma con un'amarezza di fondo.
Un noir che segue le vite solitarie di cinque personaggi in un gioco d'incastri che ruota intorno a una donna scomparsa e che non lascia margini di imperfezione.
Da uno spunto autobiografico, il regista belga firma un'altra anatomia sulla fine della coppia ma anche uno dei ritratti più intensi sulla malattia mentale. Fuori concorso.
Gran bell'esordio del regista che amplia un suo corto del 2017. Tutto impeto e assalto, che forse (ma anche no) poteva concludersi con la luce del giorno. Premio della giuria al Festival di Cannes
Partendo dall'affaire Dreyfus Roman Polanski firma un personale e lucidissimo viaggio nella memoria del Novecento. Tra Bresson e Rossellini. Gran Premio della Giuria al 76° Festival di Venezia
Interessante il tentativo di portare un film francese alla qualità tecnica di un blockbuster hollywoodiano. Al suo primo lungometraggio Baudry riesce a costruire un film ad alta tensione
L'illusione e l'inganno del cinema in una commedia poliziesca corale di ampio respiro, in continua mutazione, carico di umanità e con un ritmo da capogiro. Incanta Adèle Haenel.
Cast e regista esordiente raccontano sulla Croisette questa versione di banlieue del classico di Hugo, rinnovato all'epoca e alla rabbia dei gilet gialli. Una "visione etica degli uomini di Polizia"