Un biopic non convenzionale, a tratti convincente ma caratterizzato anche da alcune forzature stilistiche, che narra la figura ascetica del XII Secolo di Gioacchino da Fiore.
La trilogia si chiude con un capitolo esistenziale che ripercorre l’origin story del Re del terrore. Conferma alcuni limiti del passato ma inserisce nuovi volti davvero azzeccati.
La trilogia si chiude con un capitolo esistenziale che ripercorre l'origin story del Re del terrore. Conferma alcuni limiti del passato ma inserisce nuovi volti davvero azzeccati. Grand Public
In occasione del 23º Sudestival, il regista ci ha raccontato il suo film, tra processi creativi, le conseguenze di essere punk a Grosseto e il rapporto con i Manetti. La nostra intervista esclusiva
Una bella 'grande illusione', un esordio istintivo e carico di energia, sgraziato e coinvolgente, sembra arrivare dal cinema italiano della fine degli anni '90 tra Virzì e Radiofreccia.
Libero quando cerca di scappare dalla realtà, troppo costruito quando ritorna sulla terra. Rappresenta comunque il tentativo di una nuova via della commedia sentimentale sul tema dell'anima gemella.
Sembra avere più identità il secondo lungometraggio di Laura Chiossone. Non tutte omogenee. Con spunti interessanti. Che però non sembrano trovare un'adeguata conclusione
Francesco Micali sembra seguire le tracce del Virzì di Ovosodo, per questo romanzo di formazione che segue le vicende di tre amici a cavallo tra gli anni '70 e '80