Atipico on the road che affronta grandi temi come l’eutanasia e la responsabilità individuale ma la scrittura tiene a distanza lo spettatore e la catarsi avviene troppo rapidamente.
Non c’è una sola immagine che lasci il segno. Anche con certe buone intuizioni, pare non riuscire a respirare. E a farne le spese è, per prima, Roma, ridotta a vuoto diorama. Netflix
Milani al quarto film con Albanese dirige una commedia carceraria sul teatro come opportunità di pacificazione, fornendo un'immagine fin troppo edulcorata e accomodante della detenzione
Uno spaccato abbastanza sporco e cattivo che enfatizza eccessivamente alcuni momenti ma mantiene sempre la rabbia giusta. Convincenti Ferrara e Marchioni. In sala fino al 9.
Riparte il 17 luglio l'avventura nelle sale italiane del film d'esordio di Fulvio Risuleo. Appuntamento al Cinema Madison di Roma: ecco la nostra intervista al regista sul suo Guarda in Alto
La Pentecoste della lingua del cinema italiano "giovane" non è istantanea ma deve essere conquistata con l'esercizio costante dello smarrirsi, del perdersi guardando in alto.
Abbiamo scambiato quattro chiacchiere con il regista del film con Giacomo Ferrara e Lou Castel, realizzato con la complicità di Bartolomeo Pampaloni, che arriva finalmente in sala
Abbiamo incontrato il giovane regista del film con Giacomo Ferrara in giro sui tetti di Roma tra Lou Castel e Ivan Franek, presentato all'Auditorium in Alice nella città. "Il mio film Marvel..."
La Pentecoste della lingua del cinema italiano "giovane" non è istantanea ma deve essere conquistata con l'esercizio costante dello smarrirsi, del perdersi guardando in alto. Alice nella città
Amendola li ama appassionatamente, questi destini violenti, vorrebbe stare il più a lungo possibile in mezzo a loro, ma le fauci serrate dello script di De Cataldo e Jannone non glielo permettono
L'attore presenta il suo nuovo sforzo registico alla Casa del Cinema di Roma: Amendola riporta a casa il nero italiano, di cui è stato volto-chiave, rinnovando il connubio con Luca Argentero
Sollima lavora sulla confezione. E per lui l’estetica è questione di forma scintillante, di mostrare il mostrabile, infischiandosene del fuoricampo. Tutto è in superficie, ma nulla è vertigine