Commedia grottesca che, pur partendo da un plot chiaramente debitore ai Coen, trova un'autonoma via di genere per ritrarre una provincia sempre vicina alla sconfitta ma con un grande cuore
Filtra con audacia la simbiosi madre-figlio attraverso la lente della disabilità, senza mai cadere nella trappola del sensazionalismo o dell'eccesso di autocommiserazione.
Il regista francese torna con una commedia al femminile dai personaggi stilizzati e privi di sfumature. Ottima cominque l'interpretazione delle protagoniste Laure Calamy e Olivia Côte.
Filtra con audacia la simbiosi madre-figlio attraverso la lente della disabilità, senza mai cadere nella trappola del sensazionalismo o dell'eccesso di autocommiserazione. VENEZIA81. Orizzonti
La regista torna a lavora con Laure Calamy in un binomio che funziona bene, nell’incoraggiare a lanciarsi nel vortice dell’incertezza per vivere esperienze fuori programma e ritrovare sé stessi .
Il regista francese torna con una commedia al femminile dai personaggi stilizzati. Ottima l'interpretazione delle protagoniste Laure Calamy e Olivia Côte. Dai Rendez-vous 2023 a Roma
Un thriller alla Chabrol che tiene benissimo le due ore, pieno di gesti potentissimi e con un gruppo di bravissimi interpreti guidati da Laure Calamy, Jacques Weber e Dominique Blanc.
Un thriller alla Chabrol che tiene benissimo le due ore, pieno di gesti potentissimi e con un gruppo di bravissimi interpreti guidati da Laure Calamy, Jacques Weber e Dominique Blanc. Orizzonti
Un noir che segue le vite solitarie di cinque personaggi in un gioco d'incastri che ruota intorno a una donna scomparsa e che non lascia margini di imperfezione.
Nella selezione ufficiale di Cannes 2020 e passato al Festival del nuovo cinema francese Rendez-Vous, il debutto alla regia di Nicolas Maury, volto dei film di Gonzales e star di Dix pour cent
Film d'apertura dei Rendez-Vous - Festival del Nuovo Cinema Francese edizione 2021 al Nuovo Sacher è una commedia che diventa viaggio di formazione esistenziale. Laure Calamy premiata ai Cèsar
Interpretato da una Catherine Deneuve in stato di grazia, il racconto in agrodolce di un collezionismo compulsivo che cela la volontà di rimandare ad altra data il pensiero ricorrente della morte