Il cineasta muove la mdp con una fluidità sorprendente e realizza un film che analizza coraggiosamente la polveriera socioculturale delle periferie parigine. Miglior regia a Cannes nel 1995.
Un film che vorrebbe essere una critica al colonialismo moderno ma che funziona solo a metà, retto essenzialmente dalle interpretazioni dei suoi attori.
Sono passati venticinque anni dall'uscita in sala del film cult di Matthieu Kassovitz. A rivederlo oggi, con la rabbia che brucia nel mondo al grido Black Lives Matter, è più giovane che mai
Uno dei film europei più emblematici degli ultimi vent'anni; L'odio sconvolse il mondo quando uscì, nel 1995, e raccontò la rabbia delle banlieues prima che se ne accorgesse la cronaca.