Opera prima di grande potenza visiva e concettuale, un folk horror olmiano con uno sguardo sperimentale e già maturo. CANNES78. Quinzaine des Cinéastes
Questo straordinario romanticismo non ha bisogno del dramma dei conflitti o di troppe parole. Sa raccontare un'atmosfera, ma anche l'aspetto più prosaico e surreale del quotidiano.
La cineasta francese affronta la malattia come sfasamento tra corpo e pensiero, razionalità e sentimento. E ancora una volta il vero veicolo delle emozioni sono i libri sulle nostre mensole.
Da un’idea di Solveigh Anspach, un film inquieto sull’impossibilità della felicità a tratti troppo spiegato ma con momenti intensi grazie anche alle interpretazioni di Fanny Ardant e Melvil Poup