Insieme al suo compagno Cary Fukugawa, regista di tutti e otto gli episodi, lo sceneggiatore Nick Pizzolatto ha il coraggio di restituire una grande narrazione al proprio pubblico, puntando sem
Zelenka pone al centro della scena il conflitto interiore dell’attore-artista portando una piccola tragedia quotidiana direttamente sotto gli occhi della compagnia teatrale, che si interroga su
Moverman si appropria della scrittura contratta e ossessiva di Ellroy, co-sceneggiatore e autore del soggetto, e la trasforma in immagine. Eccessivo e frenetico, immerso in un rumore che stravolge og
Se è proprio vero che oggi i film si costruiscono e definiscono mascherandosi e nascondendosi nell'onnipotenza della postproduzione, qui siamo inevitabilmente in un'altra epoca. I gest
Serik Aprymov racconta la storia del piccolo Yerkern con la delicatezza dei suoi occhi e della sua voce, seguendo uno spirito oggettivo e documentaristico più che drammatico, che non mira neanc
Una non-Medea, a tratti forte, in altri sconfitta, a tratti donna, in altri innocente. Andrea Pallaoro fotografa porzioni di volti che non entrano integralmente nello schermo, dettagli che
Tra i film presentati nella sezione Cinemalibero della XXVII edizione del festival Il cinema Ritrovato di Bologna, anche Lettre à la prison di Marc Scialom, ebreo di origini italiane, nato a T
E' in postproduzione Child of God, tratto da Figlio di Dio di Cormac McCarthy, pubblicato per la prima volta nel '74. Le foto mostrano il set in West Virginia, dove James
La nuova versione di La bella e la bestia è una storia d'amore, ma anche non indifferente a un sottotesto sociale, secondo Christophe Gans, regista francese di Il patto dei lupi e Silent H
Sms – Save my soul è la storia, o forse è un mockumentary, di una ossessione erotico-compassionevole da epoca digitale ed è il ritratto di un poeta settantenne, poco femmin
La vendetta non restituisce quello che ci è stato portato via. Ma, a volte, è necessaria per voltare pagina. Lo sanno bene Victor e Beatrice i protagonisti di Dead Man Down - Il&nb
La rassegna Gli Invisibili si congeda con Oltre le colline di Cristian Mungiu, salito alla ribalta internazionale con 4 mesi, 3 settimane, 2 giorni, Palma d'oro al Festival di Cannes 2007. Uno sc
Un memorabile Harvey Keitel trascina lo spettatore nel suo precipizio di autodistruzione, verso la negazione umana, attraversando i limacciosi sentieri della depravazione e della disonestà; un
Il cinema di Mungiu non è né empatico né simpatico. Eppure, alla fine, riesce a toccare le radici, fisiche prima ancora che morali, del pathos. È come se, nonostante la su
De Oliveira è lì, o meglio qui, a mostrarci un cinema come storia in disfacimento. Come se la Storia fosse un disfarsi e mai un farsi. Eppure, è proprio nel suo evidente essere f
La trasparenza e la chiarezza di Yema ne costituscono tanto un pregio quanto un limite: la regista lascia che la poesia sgorghi da sola, aspettandosi forse troppo dall’immediatezza del racconto
Il cinema di Mungiu non concede davvero nulla. Non indulge in effetti, non sottolinea né tanto meno tace. Osserva nell’equilibrio apparentemente indifferente di un piano sequenza, costru
Un legal thriller dalla costruzione nitida con un buon ritmo narrativo. Tutto è scandito da un rigore e un rigidismo registico ravvivato unicamente dall’infervorata e teatrale interpretaz
Steve Buscemi torna alla regia dopo Mosche da Bar , Animal Factory, Lonesome Jim , e Interview con un adattamento di Queer di William S. Burroughs, firmato da Oren
Si avvia a terminare il suo terzo lungometraggio l'enfant prodige Xavier Dolan: il giovanissimo regista/attore del Québec che a soli 17 anni ha scritto il suo esordio J'ai tu
Difficile, se non impossibile, ricreare le atmosfere di un film (e successivi due seguiti) che hanno segnato indelebilmente il genere. Il rischio era alto, ma fortunatamente la versione 2011 di quest
A impatto, il cinema di Sorrentino sembra cercare un respiro nuovo, più ampio, un’effettiva dilatazione dello sguardo, che si confronti finalmente con il cinema e l’immaginario che
Moverman si appropria della scrittura contratta e ossessiva di Ellroy, co-sceneggiatore e autore del soggetto, e la trasforma in immagine. Eccessivo e frenetico, immerso in un rumore che stravolge og
Johnnie To è uno dei più grandi registi della Terra. E Life Without Principle è uno dei suoi film più densi e necessari, una sintesi vertiginosa che, pur aperta versa nuov
L’universo del regista greco si muove su due cardini: la messa in scena che a forza di ripetersi genera l'imprevisto (Kinetta, 2005) e i microsistemi autoalimentati che implodono con violen
Un secolo circa. La durata del conflitto fra palestinesi e israeliani. Shlomi Elkabetz avrebbe potuto fare del suo film un semplice documentario, perché l’intenzione non è quella d
Il Cinema è un'immagine e possiede la sua profondità, la sua dimensionalità, il suo mondo, a prescindere dall'inganno ottico di una tridimensionalità che sbava i c
Vénus noire è un film che, portando all’estremo il metodo di Kechiche, ne mette a nudo i limiti. Come già ne La schivata e Cous Cous, siamo di fronte a un cinema ossessivo,
A impatto, il cinema di Sorrentino sembra cercare un respiro nuovo, più ampio, un’effettiva dilatazione dello sguardo, che si confronti finalmente con il cinema e l’immaginario che
Un Certain Regard è il momento del russo Andrei Zvyagintsev con Elena: protagonista, una donna anziana, di origini modeste, dolce e mite, sposata a un uomo ricco e indiffer